Editoriali

MotoGP, le manie di protagonismo di Marc Marquez. Sanguisuga di Bagnaia e poco sportivo

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Premessa: Francesco Bagnaia ha commesso due errori gravi nella giornata di oggi. Una doppia caduta frutto della enorme tensione di chi si sta giocando il grande sogno del Mondiale: prima nelle battute conclusive delle FP3, con tanto di transito poco gradito nella pericolosa Q1, poi nel corso della Q2 dopo aver fatto segnare un primo intermedio davvero ottimo, quasi certamente da prima fila.

Se nelle scorse gare abbiamo (volutamente) fatto finta di niente, questa volta ci sentiamo però di sottolineare il comportamento anti-sportivo di Marc Marquez. Sono ormai diversi appuntamenti che lo spagnolo segue come un’ombra Bagnaia nel corso delle qualifiche. Sembra quasi un segugio per come lo tiene d’occhio ai box: non appena l’italiano sale in moto per entrare in pista, un istante dopo l’iberico fa lo stesso e gli si piazza a ruota.

Che lo spagnolo abbia manie di protagonismo è assodato. Ricordate il 2015? All’epoca era fuori dai giochi per il titolo, tuttavia decise di diventare arbitro del Mondiale, provocando Valentino Rossi a tal punto da fargli perdere la testa con il famoso calcio di Sepang (guarda caso, la stessa pista di oggi…), prima del ‘biscotto’ successivo a Valencia. Come interpretare se non in questo modo il comportamento di Marc Marquez? Un otto volte campione del mondo ha forse bisogno di ridursi a fare la sanguisuga per ottenere un risultato di prestigio? Come ha ammesso Davide Tardozzi, team manager della Ducati, si tratta di un comportamento più da pilota di Moto3…Così facendo, tuttavia, il classe 1993 rimane al centro dell’attenzione: si parla di lui, nel bene o nel male, anche se per lui la corsa iridata in questo 2022 non è di fatto mai neppure iniziata. E dire che Marquez, pur senza la scia di Bagnaia (che è caduto…), ha comunque arpionato la prima fila con una insperata terza posizione, a maggior riprova di come non avesse così bisogno del traino del centauro italiano.

Si badi bene che il catalano non ha effettuato alcuna manovra irregolare a termini di regolamento. Ciò che qui si dibatte è l’etica, perché davvero non si comprende il senso di andare volutamente a condizionare la prestazione di un pilota in lotta per il Mondiale (non da oggi, ma da ormai diversi GP): poi è vero che Bagnaia dovrebbe rivelarsi più forte di tutto e non sbagliare, tuttavia ancora una volta appare ovvio come Marquez voglia in qualche modo decidere da che parte far pendere l’ago della bilancia. Non è un caso che a Philipp Island, al termine della gara, sia andato a rincuorare Fabio Quartararo con testuali parole: “Non è ancora finita, amico mio“. Sin quando si mantiene entro i confini della legalità, nessuno potrà prendere alcun provvedimento nei suoi confronti. Eppure certi comportamenti si giudicano da soli, sia da parte dell’ambiente della MotoGP sia degli spettatori esterni. E di sicuro lo spagnolo non può certo considerarsi un esempio di sportività, tutt’altro.

Foto: Lapresse

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