Formula 1

F1, l’ex meccanico della McLaren: “Nel 2007 Fernando Alonso pagava all’interno del team per battere Hamilton”

Pubblicato

il

Sicuramente si sono versati fiumi di inchiostro sul rapporto tesissimo tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg nell’ormai celeberrimo Mondiale di Formula Uno 2016. Il tedesco piegò la resistenza del compagno di team in Mercedes e andò a centrare il titolo, prima di appendere casco e guanti al chiodo. Il loro campionato venne vissuto letteralmente sul filo del rasoio, tra screzi, sospetti e battaglie in pista senza esclusione di colpi.

Un duello intenso, certo, ma niente a che vedere con quello tra lo stesso “Re Nero” e Fernando Alonso. Bisogna tornare al 2007, primo anno del nativo di Stevenage in Formula Uno, con i due fenomeni che componevano la notevole line-up della McLaren. In quei mesi successe di tutto (senza dimenticare la Spy Story ai danni della Ferrari) fino alla famosa ruotata alla “Descida do Lago” di Interlagos che, al via dell’ultima gara, contribuì ad allontanare il titolo dal pilota inglese.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, infatti, sono emersi ulteriori retroscena su quella stagione, con l’asturiano che mal digeriva il giovane rampante vicino di box, tanto da “pagare tangenti” all’interno del team, come ha rivelato l’ex meccanico della scuderia di Woking, Marc Priestley. “Una delle tattiche di Nando era portare tutta la squadra dalla sua parte — ha raccontato al podcast PitStop — Al mio arrivo prima di una gara, notai che uno tra il suo manager e l’allenatore stava distribuendo piccole buste marroni piene di soldi, erano per tutti coloro che non lavoravano sulla macchina di Lewis”.

F1, Carlos Sainz: “Nelle ultime 6 gare voglio vincere ancora. Il bilancio del mio 2022? Sono soddisfatto”

Priestley continua a scoperchiare il pentolone di casa McLaren: “Alonso pagava per avere il supporto del maggior numero di persone in squadra. Cercava di lottare contro il controllo del team, ricordo che aprii questa busta marrone e c’erano circa 1500 euro, era tutto così losco. Non c’erano contrassegni e così mi sono detto ‘Grazie mille, ma che cos’è?’. Poi il suo allenatore si allontanò e io rimasi con questa cosa, dentro letteralmente piena di soldi”.

All’interno del team inglese si stava scatenando un polverone: “Le uniche persone che non ricevettero quella busta sono stati quelli della squadra di Lewis. Cominciai a capire cos’era successo, Fernando stava cercando di ottenere il supporto di sempre più persone, incoraggiandole a sostenere lui in questa battaglia che c’era nel nostro team. La tattica si può dire che sia stata intelligente ma alla fine, ovviamente, la voce si è sparsa e ci è stata fatta donare l’intera somma in beneficenza”. Priestley conclude il suo racconto su quanto accaduto 15 anni or sono:È stata la cosa giusta da fare, ma questo è stato un piccolo spunto per capire le diverse mentalità tra i due piloti”.

Foto: LaPresse

Exit mobile version