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Scacchi, Olimpiadi 2022: Italia Open e femminile vincono su Irlanda e Malesia. Le elezioni FIDE non modificano il presidente

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Giornata particolare, quella delle Olimpiadi scacchistiche 2022. Da una parte, infatti, c’è il fatto agonistico, con parecchio da dire in termini di Italia Open e femminile, entrambe vittoriose rispettivamente su Irlanda e Malesia e con la prima che, a due turni dalla fine, è in top 20 e sogna di arrivare ancora più in alto. Dall’altra c’è invece il fatto elettivo, con il (non) rinnovo della presidenza FIDE. Ma andiamo con ordine.

OPEN: ITALIA-IRLANDA 2.5-1.5

Luca Moroni (2574)-Alexander Baburin (2399) 1-0

Baburin, che rappresenta l’Irlanda ormai dal 1993 (l’anno in cui si è trasferito a Dublino da Gorzy, l’attuale Nizhny Novgorod), gioca l’amata 5. Af5, la variante Trifunovic, contro l’attacco dei quattro pedoni della difesa Alekhine. Dopo un gioco di rientri che dura fino alla 12a mossa, l’irlandese gioca 13… h6, scarsamente vista ad alto livello. A questo punto il Bianco ha già una posizione migliore, come nella natura di questo tipo di seguito, ma il colpo decisivo se lo infligge da solo Baburin, che sbaglia pedone col quale riprendere in b6 alla 19a e si ritrova subito vittima di un micidiale attacco al centro di Moroni le cui conseguenze sono enormi. Tra inchiodature, attacchi doppi e pedone c bianco in settima traversa il Nero non sa più che pesci pigliare e abbandona dopo 26 mosse.

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Conor E. Murphy (2391)-Lorenzo Lodici (2553) 1-0

Battuta d’arresto importante per Lodici, non tanto per il risultato di squadra quanto per il suo tentativo di andare a podio nella classifica individuale destinata alla terza scacchiera (anche se oggi, dato Vocaturo lasciato a riposo, sono tutti avanti di una rispetto alla collocazione usuale). Va però dato parecchio credito a Murphy, a sua volta autore di un magnifico torneo con 7 vittorie, questa compresa, e un’unica patta: siamo di fronte a un Maestro Internazionale per cui, forse, la via verso il titolo di Grande Maestro ci starebbe eccome. Per la cronaca, i due si perdono un po’ nei meandri della Partita Italiana, anche se la posizione di Murphy si fa sempre preferire in ogni momento del confronto. Nelle vicinanze del controllo del tempo, alla 37a mossa, Lodici prima blocca la strada della propria Torre con l’Alfiere, poi, alla successiva, cade dritto in una trappola che gli costa il rapido abbandono alla 40a.

Francesco Sonis (2543)-Tarun Kanyamarala (2397) 0.5-0.5

Si parte con un seguito dell’apertura Réti (1. Cf3) che, per la sua conformazione, è definito Attacco Indiano di Re, che con il Nero ha conosciuto piuttosto bene l’uomo che ha retto in piedi la precedente generazione scacchistica italiana, Michele Godena. Il seguito scelto ha caratteristiche in certa misura non semplici da definire, tant’è che anche i protagonisti un po’ ci si perdono, complice anche il tempo che passa. A sbagliare di più è però Kanyamarala, che regala una forte iniziativa al Bianco in virtù dei pezzi meglio piazzati di quest’ultimo. Sonis, però, sbaglia totalmente piano e rischia anzi di perdere una Torre e la partita alla 36a mossa. Il Nero, in modo decisamente difficile a credersi, manca la combinazione vincente e, a quel punto, dopo un paio di mosse uniche su entrambi i fronti, ci si avvia verso la patta.

Mark Heidenfeld (2355)-Sabino Brunello (2506) 0-1

Si comincia con Heidenfeld che, sulla Siciliana Najdorf, procede a utilizzare la variante di fianchetto con 6.g3, anche definita di Zagabria. Un seguito non tra i più conosciuti, ma comunque popolare. Brunello sfodera 9… h5, e forse il Bianco rimane sorpreso, perché nel breve marasma delle complicazioni ci rimette la posizione sul lato di Re: struttura di pedoni davanti all’arrocco distrutta e colonna h occupata da Torre e Donna del Nero. Il portacolori italiano, a quel punto, vede che può mettere in sicurezza l’intera partita con calma e lo fa, pur con qualche complicazione (alias: possibilità di chiuderla prima). L’irlandese deve abbandonare dopo 40 mosse e un paio di pedoni persi.

FEMMINILE: ITALIA-MALESIA 3.5-0.5

Marina Brunello (2341)-Siti Zulaikha Foudzi (2138) 1-0

In teoria vorrebbe essere una Difesa Moderna, in pratica diventa una Pirc nel giro delle poche prime mosse. Le cose si mettono subito male per Foudzi con la sciagurata 7… a6, un monumento alla lentezza e alla perdita di un fondamentale tempo in apertura. L’azzurra, però, sembra non approfittarne in virtù di una fin troppo tranquilla 18. Td1, naturale nel voler centralizzare la Torre: c’era però di meglio. Si procede in equilibrio fino a 31… Da6 del Nero: questa è la mossa che dimostra come la malese non veda un fatale tatticismo del Bianco, che può catturare in breve il pedone e7 che faceva da ostacolo a quello e5 in corsa verso la promozione. Ed è proprio su questo tema che si sviluppa il resto della partita: Foudzi continua in modo cocciuto, ma con l’inevitabile promozione a Donna, dopo 66 mosse, abbandona.

Puteri Munajjah Az-Zahraa (2018)-Olga Zimina (2340) 0-1

Forse è possibile dire di aver finalmente recuperato la giocatrice di cui l’Italia ha bisogno per terminare alla grande il torneo, magari con un colpo importante che la spinga in alto in classifica. Az-Zahraa si vede di fronte la difesa Slava e non capisce bene come affrontarla, finendo subito sotto pressione. Zimina non coglie i frutti sperati, e ne esce una partita per larghi tratti bloccata e che sembra destinata alla patta. Proprio alla 40a mossa, però, la malese pensa che una Torre su colonna aperta (quella g) sia utile, ma stavolta non lo è, dimostrazione ulteriore del fatto che gli scacchi non sono poi sempre lisci come l’olio. Il Nero fa man bassa di pedoni, il Bianco deve abbandonare dopo 58 tratti.

Marianna Raccanello (2067)-Puteri Rifqah Fahada Azhar (1940) 0.5-0.5

Arriva la Difesa Scandinava, cioè quel sistema per cui il Nero controbatte immediatamente con d5 nella lotta per il centro e attiva subito la Donna. Storicamente quest’impianto lascia un vantaggio al Bianco, ma all’atto pratico bisogna saper sfruttare questo lato migliore. Raccanello qui le soluzioni per mantenere un’alta pressione non le trova, e la partita scorre senza particolari orrori o velleità dell’una e dell’altra. Patta in 34 mosse.

Jia Ru Sim (2005)-Elisa Cassi (1939) 0-1

Bella vittoria da parte dell’azzurra, che arriva dopo l’uscita da una variante molto teorica e altrettanto conosciuta della Spagnola. Bisogna rammentare come da parte di Cassi arrivino diverse belle mosse con il Nero, sintomo di comprensione della posizione: con queste premesse il Bianco gioca 27. Cf5, disastrosa perché, molto semplicemente, quel Cavallo è perso in maniera istantanea. Il sacrificio di qualità, in breve, non funziona: abbandono alla 40a.

Tra parentesi sono riportati i punteggi ELO dei giocatori secondo la lista FIDE di agosto.

Si diceva del rinnovo della più alta carica della Federazione internazionale, l’altro tema caldissimo in questi giorni a Chennai. Il ticket composto dal titolare uscente, Arkady Dvorkovich, e dall’indiano ex Campione del Mondo Viswanathan Anand ha vinto in maniera schiacciante l’elezione, con 157 voti a proprio favore contro i 16 del duo composto dal Grande Maestro ucraino Andriy Baryshpolets e dall’ex secondo di Anand e di Magnus Carlsen, il danese Peter Heine Nielsen. Una maggioranza, questa, enorme anche per il contesto in cui è maturata l’elezione, dal momento che Dvorkovich viaggia sul doppio binario di ex uomo (molto) stretto del governo russo di questa epoca fino al passaggio in FIDE e di personalità che ha, per vari versi vanamente, tentato di distaccarsi da tale passato. Non è forse un caso che i primi a complimentarsi siano stati la Federazione scacchistica russa, al momento bandita dalle competizioni, e il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Il pareggio per 2-2 tra India 2 e Azerbaigian spedisce al comando da solo l’Uzbekistan, per quanto riguarda il torneo Open: fondamentale la vittoria sull’Armenia, ora ex leader, propiziata da Sindarov e Vakhidov in terza e quarta scacchiera. India 2 e Armenia sono ora al secondo posto insieme a quota 15, un punto di ritardo rispetto al team uzbeko. L’Italia è 18a a quota 13, e può guardare verso l’alto in maniera decisa. Certo, c’è da compiere una bella impresa: battere l’Inghilterra domani. La vera notizia di oggi, alla scacchiera, è però un’altra: D Gukesh, dopo 8 vittorie di fila, è stato fermato da Shakhriyar Mamedyarov sulla patta.

Quanto al torneo femminile, la Polonia, trascinata dal 9/9 di Oliwia Kiolbasa in terza scacchiera che la rende vittoriosa su India 1 e approfittando del pari tra Ucraina e Georgia, va ora a far parte proprio del quartetto di testa a quota 15 (dove c’è il Kazakistan; l’Ucraina insegue con altre quattro a 14 punti). L’Italia è al 24° posto a quota 12, ma domani dovrà sfidare l’Ungheria, che ha una lunghissima tradizione in fatto femminile.

TUTTI I RISULTATI DEL 9° TURNO: OPENFEMMINILE

Foto: FIDE / Madelene Belinki

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