Ciclismo

Ciclismo, Marta Cavalli: “Al Giro d’Italia voglio emozionare. Tante azzurre forti: siamo rivali ed amiche”

Pubblicato

il

Ci sono momenti che cambiano una vita. Istanti che rimangono impressi per sempre nella mente e nel cuore di spettatori e protagonisti. Talvolta fungono anche da spartiacque, segnano un prima ed un dopo. Per Marta Cavalli, portacolori del Team FDJ Nouvelle-Acquitaine Futuroscope e appartenente al Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, questo momento corrisponde a domenica 10 aprile, il giorno dell’Amstel Gold Race, la Classica della birra. E poi la Freccia Vallone, un quinto posto alla Parigi-Roubaix, il sesto alla Liegi-Bastogne-Liegi e la conquista del Mont Ventoux, dove per la prima volta nella storia le donne hanno corso la Mont Ventoux Dènievelè Challenge. La 24enne cremonese di Formigara è una delle ragazze più promettenti del nostro panorama. In questa seconda parte di stagione Marta sarà al via del Giro d’Italia e del Tour de France. 

Come stai, Marta?

“Bene, tutto bene grazie”.

Cosa è cambiato rispetto al passato per aver fatto questo salto di qualità?

“Sinceramente non saprei. Io ipotizzo che sia stato solamente questione di tempo e quindi aumentare gradualmente l’intensità ed il lavoro e quindi acquisire più esperienza che è il frutto di anni di lavoro”.

Con le vittorie ottenute sei riuscita ad acquisire maggior consapevolezza delle tue potenzialità e mezzi? 

“Sì, credo che la vittoria sia stata il punto chiave. Erano un po’ di mesi che me l’aspettavo, come se la pretendessi, sapevo di essere ad un buon livello, ero sempre lì ma non avevo quella brillantezza giusta per poter centrare il risultato. Ottenuta la prima vittoria ho rotto il ghiaccio e mi sono sbloccata”.

Cosa c’è dietro questi grandi risultati? 

“Un buon team. In squadra mi trovo davvero bene, anche martedì scorso sul Mont Ventoux la squadra ha lavorato per me, abbiamo parlato spesso e c’è stata quindi una buona comunicazione. Il team crede in me e sono sempre disponibili, il clima è rilassato e le pressioni non le percepisco. Corro in tranquillità pensando solo a ciò che devo fare io, niente di più”.

Due Classiche e la corsa sul Ventoux. A quale sei più legata? 

“Quella che porto più nel cuore è la Freccia Vallone perché è stata la prova di una grande forza fisica, è la corsa in cui stavo meglio”.

Ora ti aspetta la doppia avventura con Giro d’Italia e Tour de France. Si comincia dal Giro: obiettivo maglia rosa? 

“Il mio obiettivo è fare una bella corsa, dare un po’ di spettacolo e fare emozionare tutti gli appassionati di questo sport che spesso mi scrivono sui social e che spero di vedere sulle strade del Giro. Se poi si dovesse presentare qualche occasione la coglierò sicuramente ma lo vedrò strada facendo, non voglio partire con un obiettivo preciso perché rischierei di bruciare troppe energie mentali. Conosco le mie capacità e quindi imposteremo la corsa giorno dopo giorno”.

Chi sarà secondo te l’avversaria più tosta? 

“Annemiek Van Vleuten, lei rimarrà l’avversaria più temibile sicuramente. Però in una gara a tappe ci possono essere tante sorprese, ma non voglio focalizzarmi troppo sulle altre per rimanere concentrata su me stessa”.

Il ciclismo femminile in Italia sta crescendo molto. Una sorta di “dream team” per il nostro movimento che oltre a te vede ragazze  – tra le altre – come Marta Bastianelli, Elisa Longo Borghini ed Elisa Balsamo. Che rapporto c’è tra di voi?

“In corsa siamo rivali come giusto che sia, al di fuori c’è rispetto e amicizia. In gara spesso parliamo tra di noi, è un po’ una forma di svago. Quest’inverno sono stata con la Nazionale a Calpe e lì ho avuto modo di legare maggiormente con le altre ragazze che poi ritrovo alle corse”.

Foto: Thomas Maheux

Exit mobile version