Ciclismo

Giro d’Italia 2022, volata da piazzati per gli italiani come nelle previsioni. Brutto colpo per Nizzolo in ottica maglia ciclamino

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Tutto come previsto nella terza tappa del Giro d’Italia 2022. Mark Cavendish (QUick Step-Alpha Vinyl) è il vincitore dell’arrivo di Balatonfured, ultima frazione in Ungheria, con una volata regale, come ci ha abituato nel corso di questi anni. E, proprio come ci si poteva aspettare dai pronostici, le ruote veloci battenti bandiera italiana non sono riuscite a mettersi in evidenza.

Brutta giornata per colui che dovrebbe essere l’uomo principe delle volate azzurre, Giacomo Nizzolo. Il trentatreenne della Israel-Premier Tech è rimasto intruppato negli ultimi metri, non riuscendo a trovare un varco e concludendo la giornata con un anonimo undicesimo posto. Dopo sole tre tappe, la sua rincorsa al terzo successo nella classifica a punti diventa davvero complicatissima.

Il velocista milanese è infatti all’undicesimo posto, a 14 punti: il primo della classifica della maglia ciclamino, Mathieu van der Poel, è a quota 62, ma a preoccupare è più il margine dagli altri velocisti, i maggiori accreditati a sfidarlo. Ipotizzando una classifica solo con loro, Biniam Girmay (Intermarchè-Wanty-Gobert) è a quota 55, due punti avanti a Cavendish; Arnaud Demare (Groupama-FDJ) è quarto a 44 punti, avanti a Fernando Gaviria a 32. Già un bel margine da recuperare per Nizzolo, che nei suoi successi in ciclamino targati 2015 e 2016 ha sempre fatto della costanza il suo mantra.

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Giacomo non è stato nemmeno il miglior italiano di giornata: Jakub Mareczko (Alpecin-Fenix) non è riuscito a beneficiare del lavoro di van der Poel, perdendo le sue ruote e dovendo fare la volata da solo, chiusa al quinto posto. Settimo invece Simone Consonni (Cofidis) mentre è nono Alberto Dainese (Team DSM) che potrebbe aver scavalcato Cees Bol nelle gerarchie di squadra. Rimangono però risultati mediocri per un Paese che nella storia ha vantato alcuni dei migliori velocisti della storia, come Mario Cipollini ed Alessandro Petacchi.

Foto: LaPresse

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