Ciclismo

Giro d’Italia 2022, Arnaud Démare: “Questo è il ciclismo! Ho vinto con un colpo di reni, un finale pazzesco”

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Volata doveva essere e volata è stata per stabilire il vincitore della sesta tappa del Giro d’Italia 2022, che ha portato i corridori da PalmiScalea lungo 192 chilometri quasi completamente pianeggianti, lungo l’affascinante costa calabrese. A spuntarla in un finale accesissimo è stato, ancora una volta, dopo il successo di ieri, Arnaud Démare.

Il francese della Groupama-FDJ ha saputo imporsi in volata chiudendo in 5:02’33” davanti per pochissimo al folletto australiano Caleb Ewan (Lotto Soudal), prime posizioni stabilite al fotofinish, e il britannico Mark Cavendish (Quick-Step Alpha Vinyl Team). Erano tra i favoriti per la vittoria finale e se la sono contesa fino all’ultimo; Démare ha prevalso sui rivali davvero per una questione di millimetri, secondo trionfo consecutivo, diventando il corridore francese con il numero maggiore di vittorie al Giro d’Italia.

Al termine della gara, Démare ha così commentato la sua prestazione ai microfoni della Rai: “Quando sono partiti in volata percepivo di essere un po’ in ritardo, ma questo mi ha motivato nel dare il massimo e spingere contando sull’aiuto dei miei compagni di squadra. Ho aspettato il momento giusto per partire, l’ho vinta con un colpo di reni, per pochissimo, che finale! Una bellissima vittoria, forse un mese fa sarei stato dietro, invece adesso ho chiuso io davanti, il ciclismo è così, si gioca sul filo del rasoio“.

Giro d’Italia 2022, Arnaud Demare beffa Caleb Ewan al fotofinish e centra il secondo successo consecutivo

Un pizzico di incredulità per il francese non solo nel rivedere le immagini della volata, ma anche per il record appena realizzato: “Record di vittorie per un francese al Giro? Devo dire che è un traguardo straordinario, eccezionale; realizzarlo con una vittoria del genere, al fotofinish, rende il tutto ancora più emozionante, credo sia la vittoria più bella mai ottenuta al Giro per me, vista anche l’importanza“.

Foto: LaPresse

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