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Ciclismo, Esteban Chaves: “Nessuno ti prepara alle pressioni, conta solo il risultato”

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All’interno di un’intervista di Laura Meseguer per la rivista Rouleur, il colombiano Esteban Chaves è tornato su un tema che è sempre più attuale nel ciclismo e nello sport di questi tempi, ovvero la grande pressione a cui gli atleti sono sottoposti e per cui non sono mai realmente abbastanza preparati.

“Non credo che nessuno al mondo sia preparato per questo, non credo che alle squadre interessi molto se sei ferito, se sei depresso o se sei triste”. Inizia così Chaves, 32 anni e un palmares di tutto rispetto, arricchito dalla vittoria del Lombardia 2016 in una stagione che gli ha portato anche il podio al Giro d’Italia e alla Vuelta a Espana.

“Conta solo il risultato e devi quindi fare quel numero esatto di ore di allenamento, quegli sforzi a quell’esatto wattaggio, perchè tutto oggi può essere misurato. È molto difficile e prima o poi rischi di scoppiare, con la mente e con il corpo. Io posso ritenermi fortunato perchè sono stato circondato da persone che mi vogliono bene e che mi hanno aiutato ad andar avanti”.

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Parole che colpiscono quelle del colombiano, passato quest’anno alla EF-Education EasyPost dopo 8 anni al Team Bike Exchange (prima Orica Greenedge, Orica Scott e Mitchelton Scott), specialmente ricordando l’approccio che Chaves aveva nei confronti della disciplina appena arrivato in Europa, sempre sorridente, sempre grato per le opportunità di carriera. Indimenticabile la sua reazione quando al Giro 2016 Nibali gli soffiò la Maglia Rosa all’ultima tappa: i suoi genitori furono i primi ad abbracciare e congratularsi con l’azzurro con Chaves che, con il solito sorriso stampato in volto, accettò la sconfitta con immensa classe e sportività.

Foto: LaPresse

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