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Basket: se ne va Eliseo Timò. Con lui Roma mise sottosopra l’Europa negli Anni ’80

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E’ stato Valerio Bianchini, l’uomo che gli diede uno scudetto ancora oggi ricordato perfettamente da chi l’ha vissuto, a dare la notizia per primo. Eliseo Timò, il presidente degli anni d’oro del BancoRoma, com’era nota la Virtus ai tempi, non c’è più. Avrebbe compiuto 95 anni il prossimo 20 febbraio.

Timò, per chiunque abbia la memoria degli Anni ’80 del basket a Roma, vuol dire la più grande epopea mai vissuta dal basket capitolino. Parte importante del Banco di Roma, divenuto presidente della squadra dal 1981, riuscì l’anno successivo a portare prima Bianchini e poi, su intercessione di questi, Larry Wright nella Capitale. Il risultato andò ben oltre quello che in tanti si attendevano. Fu scudetto, uno scudetto celebrato il 19 aprile 1983 con il più grande pubblico di sempre per una partita giocata in Italia, 14.348 spettatori.

Ma il viaggio non era finito, anzi: proseguì verso Ginevra. Dove Ginevra, ogni romano che ricorda quegli anni intende Coppa dei Campioni, conquistata contro il Barcellona rimontando oltre 10 punti di svantaggio e con un secondo tempo antologico proprio di Wright. Quel 29 marzo rappresenta il vertice più alto della storia di Roma nel basket, un vertice che la portò poi a vincere la Coppa Intercontinentale qualche mese dopo, a San Paolo, battendo ancora il Barcellona, stavolta con un terzo tempo infinito di Marco Solfrini.

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Sotto la presidenza Timò, il Banco vinse anche la Coppa Korac nel 1986. Furono anni, quelli, in cui c’era il costante tentativo di mantenere i costi della squadra all’interno di ciò che poteva permettersi la banca, fatto che portò ad alcune rinunce. Ma, proprio nel finale di 1986, si concretizzò uno dei più grandi colpi della storia in Italia: l’arrivo di George “Iceman” Gervin, che fu fatto debuttare contro la Milano di Bob McAdoo. Risultato: PalaEur pieno un’ora prima con Roma-Napoli in contemporanea, all’Olimpico e con Maradona. La cessione al gruppo Ferruzzi avvenne nel 1989, proprio l’anno in cui mancarono pochissimi minuti alla retrocessione in A2, evitata con una partita spettacolare del centro Josè Vargas contro Verona.

Nominato Commendatore della Repubblica Italiana nel 1979, per Superbasket è stato personaggio dell’anno in merito al 1986, elencando tra le ragioni la capacità di unire il tifo di Roma che era stato spesso tradito dalle alterne vicende di Lazio e Stella Azzurra, per citare le più recenti di quel tempo.

In cinquant’anni al Banco di Roma, Timò ha ricoperto tutti i ruoli che era possibile ricoprire, entrando come impiegato e uscendo come presidente. In otto anni di basket, ha reso Roma una capitale cestistica europea. Ma quel che se ne ricorda è l’umanità. Ed è così che lo ricorda, nel citato post su Facebook, il Vate Bianchini:

Oggi è un giorno triste per tutti i tifosi del Banco di Roma. Ci ha lasciati Eliseo Timò, colui che ha avuto il coraggio di offrire agli sportivi romani l’idea meravigliosa di alternare il calcio col basket nella passione del loro cuore e del cuore dei loro figli. Ho avuto una lunga carriera. Mi sono confrontato con tanti presidenti molto diversi tra di loro. Alcuni passionali, altri ambiziosi, altri ancora narcisisti. Quasi tutti di matrice sportiva. Eliseo Timò era diverso. Era un dirigente di altissimo livello di una grande banca italiana. Non sapeva di sport ma sapeva governare gli uomini. Non sognava di fare l’allenatore, ma sapeva difendere il suo staff ogni secondo della sua vita di Presidente. Pochi avrebbero saputo gestire una difficile superstar come Larry Wright come lui seppe fare con mano ferma, con coraggio ma anche con gentilezza, mai dimenticando che in ogni momento la squadra di basket rappresentava la sua banca in Italia e all’estero. Tutto ciò mantenendo sempre un grande rispetto per i ruoli, le competenze, gli uomini che si era scelti per la grande impresa che aveva immaginato: dare ai romani una nuova passione per uno sport nuovo, diverso, più rispettoso della grande eredità civile che lo sport sa conservare“.

Credit: Ciamillo

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