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Scacchi, Europei a squadre 2021: Italia Open, ritorno alla vittoria con la Slovacchia. Donne sconfitte contro l’Olanda

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Settima e terzultima giornata in archivio agli Europei a squadre di scacchi di scena in Slovenia. Si invertono, stavolta, le situazioni riguardanti l’Italia Open e quella femminile, con la prima che torna alla vittoria battendo per 3-1 la Slovacchia, mentre la seconda soccombe con lo stesso punteggio di fronte alla similmente quotata Olanda.

Per quel che riguarda la squadra Open, è in terza e quarta scacchiera che viene costruito il successo. Francesco Sonis, usando la Siciliana con il Nero, batte Stefan Mazur. All’inizio il diciannovenne di Oristano tenta di uscire dalle strade battute della teoria della Najdorf (che, più che una variante, è quasi un’apertura in quanto tale), e in particolare dell’attacco Adams, con 7… h5. La posizione diventa presto pari, ma il Bianco, per semplificare la posizione, migliora quella del Nero. Risultato: due pedoni in meno e mobilità scarsissima. Sonis ringrazia e, dopo una resistenza cocciuta di Mazur, porta a casa il bottino pieno per abbandono alla cinquantanovesima mossa.

Molto veloce, invece, la vittoria di Lorenzo Lodici su Samir Sahidi. Con il Bianco, l’italiano resta nelle strade già battute della teoria della Nimzo-Indiana (variante Kmoch, 4. f3) fino alla dodicesima mossa, e a quella successiva è lo slovacco a mostrarsi non a suo agio con questo sistema. Nasce un rapidissimo attacco contro l’ala di Re che porta alla rapida capitolazione del Nero, costretto all’abbandono nel giro di 27 tratti. La patta di Daniele Vocaturo con Jergus Pechac (rapide semplificazioni, ci si arriva dopo 33 mosse) e quella di Alessio Valsecchi con Juraj Druska (molto più lunga: partita di 78 mosse chiusa con un finale di Torre e Pedone contro Torre che però non si può vincere) fanno il resto.

Le donne, invece, sono costrette alla terza sconfitta della campagna continentale. La patta di Tea Gueci con Machteld van Foreest, prodigio di 14 anni e già con ELO di 2141 e sorella di Jorden e Lucas, entrambi campioni assoluti del loro Paese, è di quelle che vanno sull’ottovolante. Uno svarione tattico del Nero, che costa passività e pedone in meno, porta l’italiana, con il Bianco, ad avere un vantaggio che non sfrutta. Gueci, poi, si ritrova in un finale di Torre e Cavallo contro due Torri (e 6 pedoni contro 5). La posizione non è di quelle da vittoria facilmente intuibile, pur con vantaggio per van Foreest, e infatti arriva l’equa divisione del punto dopo 47 mosse. Meno brividi tra Olga Zimina e Zhaoqin Peng, residente in Olanda fin dal 1996 e undicesima donna ad assumere il titolo di Grande Maestro in senso assoluto: in questo caso bastano 31 tratti senza scossoni.

La sconfitta deve subirla invece Elena Sedina, con il Nero, contro Eline Roebers. Decisiva, in breve, la perdita di una qualità netta (un Alfiere), con annessa possibilità per la Donna bianca di scorrazzare libera in mezzo a una struttura pedonale ben poco solida, con tanto di Re esposto. L’abbandono arriva alla mossa numero 37. Sono queste le premesse con cui Daniela Movileanu, nel frattempo, è quasi costretta a cercare la via per prendersi un punto intero. Non riesce però a sfondare nello schieramento di Tea Lanchava, che ha il Bianco. Proprio quando la patta, pur con fatica, sembra averla raggiunta, l’azzurra lascia andare il pedone della colonna d a Donna e abbandona al 68° tratto.

Nel torneo Open, continua un incessante gioco di corse parallele. Una, quella individuale, vede Alireza Firouzja continuare a trascinare la Francia in zona podio e, contemporaneamente, ad avvicinare sia quota 2800 ELO che il secondo posto nel ranking mondiale, il tutto a 18 anni compiuti lo scorso giugno e con già due supertornei vinti alle spalle. Stavolta è il georgiano Baadur Jobava a cedere: il croato Ivan Saric è l’unico che gli ha finora strappato mezzo punto degli avversari affrontati.

L’altra, quella delle squadre, vede un colpo di mano dell’Ucraina, che batte per 2.5-1.5 la Russia con una rapida vittoria di Shevchenko su Alekseenko in un derby tra omonimi (si chiamano entrambi Kirill). Questo, per il team ucraino, significa leadership insieme all’Azerbaigian, vittorioso per 2.5-1.5 sull’Olanda (Abasov batte in quarta scacchiera Van den Doel). Non ne approfittano Armenia e Spagna, che con quattro patte si fermano sul 2-2 e in graduatoria sono a 10, un punto di distanza dalle due squadre al comando, insieme a Russia, Polonia, Francia e Serbia. L’Italia si colloca a 7, in ventiduesima posizione.

Per quel che riguarda il femminile, al di là di una Russia che ancora deve perdere o pareggiare (7 incontri, 7 vittorie), la lotta per il secondo posto pare ormai ristretta a Georgia (11 punti), Ucraina e Grecia (10), con le prime due citate che si sono fermate sul 2-2 nello scontro diretto e le elleniche vittoriose per 2.5-1.5 sulla Lituania. E proprio dall’Ucraina arriva una notizia in grado di cambiare, potenzialmente, molte carte in tavola. A causa di un caso di Covid che ha coinvolto Anna Ushenina, viene applicata una norma del regolamento che, per questa fattispecie, prevede la possibilità di sostituirla, in questo caso con Anna Muzychuk. La numero 7 al mondo tra le donne non aveva inizialmente partecipato, al pari della sorella Mariya, per altri impegni, ma sarà a questo punto disponibile per gli ultimi due turni. La squadra azzurra è al 12° posto nel gruppo a quota 7.

Nell’ottava giornata l’Italia Open sfiderà la Turchia, il cui miglior giocatore in scena è Mustafa Yilmaz, ma le migliori prestazioni le stanno fornendo Emre Can e Vahap Sanal. In riferimento all’Italia femminile, invece, ci sarà la Repubblica Ceca, in cui solo Krystina Petrova sta disputando un signor torneo (e la numero 1, Karolina Pilsova, ha una vittoria a fronte di quattro sconfitte).

Foto: carlo fornitano / Shutterstock.com

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