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Basket, Gigi Datome: “Nazionale? Mi sono messo una mano sulla coscienza, se vai senza star bene togli il posto a un altro più efficace”

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Gigi Datome è alla seconda stagione a Milano. Con l’Olimpia l’annata è partita dalla sconfitta nella finale di Supercoppa Italiana, ma quel che si porta dietro il sardo è un periodo estivo davvero complicato. Prima i problemi continui verso il finale di stagione, poi la rinuncia obbligata al Preolimpico e, come se non bastasse, attacchi continuativi per qualcosa che evidentemente dipendeva dal suo fisico e non dalla sua volontà.

Queste le parole rilasciate a Piero Guerrini (Tuttosport) in merito alla Supercoppa: “Nonostante avessimo disputato un’ottima stagione, purtroppo conclusa con la sconfitta in finale scudetto, la squadra è stata cambiata molto. lo trovo che sia più fisica, più versatile. Però abbiamo bisogno di crescere. In Supercoppa e non solo nella finale con la Virtus Bologna, ma anche contro Brindisi, l’abbiamo evidenziato. Ho grande fiducia perché anche questo è un gruppo molto serio, molto solido, di persone serie, appunto“.

Sugli obiettivi: “Come l’anno scorso abbiamo gli stessi obiettivi: playoff in Eurolega e giocare per arrivare in fondo a ogni competizione. E’ rimasto questo retrogusto amaro, in tutti noi. L’ultimo risultato resta nella mente tutta l’estate. Ma prendiamo spunto per affrontare con ancora maggior carica la stagione“.

E in merito alla nuova generazione azzurra: “Alessandro (Pajola, N.d.R.) mi ha colpito molto anche in azzurro. E’ vero, ci sono più talenti e hanno opportunità per crescere, penso a Bortolani e Casarin a Treviso, Spagnolo a Cremona, Mannion alla Virtus. Le società ci credono. Abbiamo finalmente una generazione emergente e per quanto riguarda la nazionale altri nel pieno. Tutti sono nella situazione giusta per crescere con il lavoro. Ci vuole anche fortuna per trovarsi nel posto e nel momento adatto“.

Di nuovo sulla Nazionale, ma parlando della sua situazione: “lo se sto bene ci sono sempre, anche se non sono al meglio. L’ho dimostrato in Supercoppa, persino. Ma in Nazionale è diverso, se vai che non stai bene, togli il posto a un altro azzurro che può essere più efficace e importante. Mi sono messo una mano sulla coscienza. Molti lo hanno capito. E per citare un esempio, con il ct Meo Sacchetti mi sono sentito per tutta l’estate. Altri invece meno, ma io vado sempre a letto con la coscienza a posto. E non voglio assolutamente fare polemiche. Alla Nazionale tengo sempre come il primo giorno. E per l’Europeo lo dico già, se starò bene e se il ct vorrà, io ci sarò. Ma dipende appunto dalle condizioni fisiche. Se uno è infortunato può essere dannoso anziché d’aiuto“. Le lodi al gruppo olimpico arrivano: “I ragazzi hanno fatto un gran lavoro, hanno giocato benissimo, non potevano davvero fare di più. Mi sono piaciuti per applicazione e qualità, alcuni compagni sono tornati davvero molto migliorati dall’esperienza all’estero. Uscire dalla comfort zone secondo me fa sempre bene. L’Olimpiade è stata un’emozione. Unico problema, ogni volta che mi alzavo esaltato per una giocata, ricadevo subito per il dolore al ginocchio“.

Credit: Ciamillo

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