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Volley femminile, Italia senza le big in Nations League: è stata la scelta giusta verso le Olimpiadi?

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Ha fatto discutere la scelta delle due Nazionali azzurre di far evitare accuratamente alle stelle sia in campo maschile che femminile, la Volley Nations League nella sua totalità per svolgere allenamenti in tutta tranquillità nei vari ritiri organizzati in presenza del coach titolare.

In campo femminile nessuna delle possibili titolari di Tokyo ha preso parte alla VNL, scelta condivisa da alcune Nazionali di punta, prima fra tutte quella serba che ha mandato una squadra a cavallo fra la B e la C a Rimini, mentre tanto per fare tre esempi eclatanti, Usa e Turchia hanno disputato la VNL con una formazione molto simile a quella che sarà titolare ai Giochi e la Cina è partita con le seconde linee ed ha inserito0 in corsa diverse titolari, intraprendendo un cammino spedito dall’inserimento delle giocatrici più forti.

L’Italia ha scelto così, prendendosi anche qualche piccolo rischio, sostanzialmente per due motivazioni. La prima è che in Italia i ritmi del campionato, soprattutto per chi, come le giocatrici di Conegliano che non sono poche nel gruppo di Mazzanti, ha disputato finale scudetto e finale di Champions League, sono stati elevatissimi e c’era bisogno di staccare la mente e di rigenerare il fisico per molte giocatrici che saranno titolari a Tokyo. La seconda è che le atlete della Serie A1 hanno vissuto per tutto l’anno in una bolla: pochissime uscite, pochissimi incontri con persone non del gruppo squadra, famiglia compresa, per evitare di contrarre il Covid. Costringerle ad un altro mese e più di “bolla” a Rimini con la prospettiva di rituffarsi dopo pochi giorni nell’isolamento della avventura olimpica sarebbe stato probabilmente chiedere troppo.

Non sono verosimilmente le 15 partite della VNL, giocate tra due e ed un mese, poco più, dall’inizio del torneo olimpico a fare la differenza nella preparazione ai Giochi. Mazzanti sa come preparare in palestra una grande manifestazione, sa quali sono i meccanismi da oliare e ci sarà qualche buona amichevole a scandire il countdown prima della partenza per Tokyo.

Insomma la scelta è sicuramente oculata e ragionata, poi sarà il campo a decidere quale è stata la decisione giusta, considerando anche che la prima parte del torneo olimpico presenta ostacoli tutto sommato abbordabili per la formazione azzurra che proprio lì potrebbe trovare il ritmo partita giusto per arrivare al momento decisivo al massimo della forma.

Ultima considerazione: la VNL ha messo in mostra diverse giocatrici interessanti in prospettiva futura, alcune delle quali di altissimo livello. Poche nazioni possono vantare una seconda Nazionale così giovane e con tanta qualità come l’Italia, segnale che il movimento è sano. E’ stato un modo forse irripetibile per permettere a tante ragazze di fare esperienza a livello internazionale, magari qualche volta anche attraverso schiaffoni inattesi. Un lavoro che porterà sicuramente i suoi frutti in futuro e chissà che questa VNL con così poche vittorie per la squadra azzurra non possa essere benedetta in una duplice modalità dal movimento italiano, nel breve e nel lungo periodo.

Foto Fivb

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