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Nuoto, Europei 2021: pagelle 20 maggio. Pellegrini, un regalo d’argento nel viaggio per Tokyo, Razzetti nel club dei grandi

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FEDERICA PELLEGRINI 8: Due centesimi dividono la Divina dall’ennesima rimonta travolgente nell’acqua magica (questa volta un po’ meno) della Duna Arena. A Glasgow in vasca corta aveva trovato la giovane britannica Anderson, qui trova la ragazzina ceca Seemanova a mettergli la mano davanti ma alla fine lì nel mezzo della bagarre c’è sempre lei e in finale mostra a tutti cosa sta architettando per Tokyo. I pezzi di qualità ci sono, la prima parte di Riccione, la seconda parte di Budapest, soprattutto la vasca finale. Bisogna incastrare tutto alla perfezione per strabiliare a Tokyo. Intanto si mette al collo un’altra medaglia e chi l’ha detto che sarà l’ultima a livello europeo?

ILARIA CUSINATO 7: Ritrovata. Disputa una finale dei 200 farfalla sbarazzina ma al tempo stesso anche molto intelligente tatticamente. Non manca tanto per la medaglia, chiude con un buon quinto posto che ne certifica il ritorno su buoni livelli.

THOMAS CECCON 7.5: La condizione non è la stessa di dicembre ma in una folle finale dei 100 dorso si ritrova sesto a cinque centesimi dal podio e poi disputa un 50 farfalla di pura rabbia prendendosi un posto in una finale di altissimo spessore. Il progetto di poliedricità sta prendendo quota e questo è un Europeo con tanto Ceccon.

MARGHERITA PANZIERA 8: La sua dimensione, al momento, è 59″5 nei 100 dorso che nuota tre volte in un giorno e si prende la finale della gara individuale e il bronzo della mista mista. Come marcia di avvicinamento alla sua gara di riferimento, i 200 dorso, non è niente male, contando che domani sarà impegnata anche nella staffetta 4×200: è la “prezzemolina” dell’Europeo ma ogni volta regala qualità e impegno.

STEFANO BALLO 7: Oggi i centesimi hanno detto male agli azzurri. Due centesimi per il mancato oro di Federica Pellegrini, due centesimi per il mancato ingresso di Stefano Ballo che si era ritrovato in tempo per una semifinale di qualità dopo le fatiche (premiate) dei giorni scorsi. Peccato perchè avrebbe meritato una corsia.

FILIPPO MEGLI 5.5: Non è ancora il Megli spumeggiante di Gwangju. In mattinata si illude con una buona batteria di essere tornato ai suoi livelli, al pomeriggio appare quasi svuotato e non riesce mai ad entrare veramente nella battaglia per un posto in finale. Solo sprazzi a questo Europeo, che è una tappa di passaggio.

MARTINA CARRARO 7: Fallisce l’ingresso in finale nei 200 ma conferma di flirtare sempre più con questa distanza spesso ostica per lei in carriera. Si migliora sia in batteria, sia in semifinale ma per l’ultimo gradino ci sarebbe stato bisogno di mezzo secondo in meno. Troppo per chi arrivava da due giorni di battagli sui 100.

FRANCESCA FANGIO 7.5: Si prende la prima finale europea con una gara coraggiosa e un tempo più che accettabile. Prosegue la sua crescita fatta di sacrifici e a volte di delusioni. Un passo per volta si può arrivare quantomeno ai vertici continentali di una specialità che non sempre ha regalato soddisfazioni ai colori azzurri.

PIERO CODIA 7.5: L’Europeo, la corsia 8, la sorpresa. Piero Codia rivive le emozioni di Glasgow ma stavolta è solo una semifinale. La gioia è grande perchè non era affatto scontato che il friulano andasse a prendersi un posto in finale nei 50 lasciando fuori, tra gli altri, un certo Florent Manaudou. Ci sono ancora margini di miglioramento: l’uomo degli exploit è di nuovo in vasca!

ALBERTO RAZZETTI 8.5: Il primo bronzo non si scorda mai. Che se la potesse giocare per le medaglie si era capito ma da lì a salirci, sul podio continentale, ne passa. Gioca benissimo le sue carte, forza a farfalla, si difende a dorso, attacca a rana e se la gioca nello stile libero. Si lascia alle spalle l’esperto Cseh e il giovanissimo Kos, di sui sentiremo parlare e sentiremo parlare anche Razzetti: i misti italiani sono tornati.

NICOLO’ MARTINENGHI 7.5: Il tempo è di quelli importanti nella frazione a rana della mista mista. C’è tanta rabbia nella sua nuotata e anche per lui arriva una medaglia rigenerante.

ELENA DI LIDDO 7: Lei, il suo, lo fa sempre. Raccoglie un testimone scomodo e picchia duro dall’inizio alla fine, trovano un buon crono nella frazione a farfalla.

ALESSANDRO MIRESSI 8: E’ il suo Europeo. Va a riprendere le ragazze che lo inseguono e tira i remi in barca solo quando capisce che l’Olanda è imprendibile. Altro giro, altra medaglia.

MARCO DE TULLIO 6.5: Sfiora la qualificazione in semifinale ma lascia spazio agli specialisti. Piace l’atteggiamento poco attendista.

STEFANO DI COLA 5: La coperta è corta e quando si dà tutto per due staffette consecutive, trascinandole sul podio, poi ci può stare la prestazione negativa che arriva, inesorabile, nella batteria dei 200 stile.

LISA ANGIOLINI 5.5: Dopo l’ottimo 100 ci si attendeva qualcosa di più dalla giovane ranista che ha alzato bandiera bianca nel finale e non è riuscita a prendere la semifinale della gara più attesa.

ARIANNA CASTIGLIONI N.G.: I 200 rana non sono roba sua, almeno per ora. Soprattutto a 16 ore da una delle gare più belle in carriera che l’ha portata sul secondo gradino del podio europeo.

MATTEO RIVOLTA 5: La ISL che lo ha visto protagonista a novembre è solo un lontano ricordo. Poco incisiva la sua nuotata, si perde ben presto in un 50 dove arriva una sonora bocciatura.

SILVIA SCALIA 5: L’attenuante del caso c’è. Un problema fisico che l’ha tormentata nell’ultimo periodo. Riesce comunque a sfiorare l’ingresso in semifinale e a battere la rivale Zofkova.

CARLOTTA ZOFKOVA 5: Anche per lei un problema alla spalla fa da fremo nella caccia alla quinta finale europea consecutiva che era il suo obiettivo. La corsa per Tokyo ha subito una brusca frenata. Condizione e integrità fisica da ritrovare in fretta.

SIMONE SABBIONI 6: Trova nella prima frazione della mista mista il suo miglior 100 dorso ma ancora i suoi livelli migliori sono lontani

SILVIA DI PIETRO 6: Ha il compito di chiudere la staffetta nettamente prima al cambio in batteria. Lo porta a termine senza particolari sussulti.

SIMONA QUADARELLA 8: Sprazzi di vera Quadarella. Cresce ogni volta che scende in acqua e, per certi tratti della batteria dei 1500 che domina, si rivede la Quadarella straripante di Glasgow e Gwangju. Con lei si sogna.

MARTINA RITA CARAMIGNOLI 6: Ingaggia un duello con la russa Kirpichnikova e nelle ultime due vasche molla la presa. La speranza è che non sia un segnale di resa, la certezza è che la condizione non è quella del Sette Colli dello scorso anno. Ci proverà per il podio.

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