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Australian Open 2021, buona la prima per Fognini e Berrettini: vittorie in tre set e senza disperdere energie

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Segnali di vitalità sono arrivati nella mattinata italiana degli Australian Open. Dopo che la notte aveva riservato zero gioie, la parte bassa del tabellone maschile ha tratti azzurri evidenti, con quattro interpreti al secondo turno e le certezza di un terzo. Salvatore Caruso, Lorenzo Sonego, Fabio Fognini e Matteo Berrettini hanno centrato l’obiettivo e il derby Fognini-Caruso metterà in palio un posto per continuare l’avventura a Melbourne.

Parlando degli alfieri dell’ATP Cup, ci sono state delle conferme. In passato, Fabio nei primi turni un po’ le cose se le complicava, ma in questa circostanza tutto è filato liscio come l’olio: nessun break concesso al francese Pierre-Hugues Herbert, mandando i titoli di coda ben presto, realizzando 16 vincenti e incorrendo in 28 errori non forzati contro i 46 del transalpino. Il ligure ha messo in mostra una buona velocità negli spostamenti, anche se il time-out medico per un fastidio alla caviglia è arrivato. Da quel momento, però, il rendimento del tennista di Arma di Taggia è stato perfetto e il 6-4 6-2 6-3 è stato frutto di una prova convincente e senza macchia.

Più impegnativo il confronto per Berrettini, opposto all’ex top-10 e finalista Slam Kevin Anderson. Sulle superfici rapide il sudafricano è sempre una bega e Matteo è stato bravissimo a salvare ben otto set-point nella prima frazione. Aver vinto quel tie-break 11-9 è stato importante per definire gli equilibri del match. Pur non brillando, il romano ha potuto contare su un ottimo apporto del servizio (18 ace), sfruttando qualche errore di troppo di Anderson nelle fasi delicate delle frazioni. In questo contesto, Berrettini ha giocato meglio i punti più importanti del match, concludendo 7-5 6-3. Così, dopo gli scalpi di Thiem, Monfils e di Bautista Agut in ATP Cup, anche quello del citato Anderson si unisce alla collezione. Nel prossimo round Matteo sarà super favorito contro il qualificato ceco Tomas Machac, ma nel tennis nulla è scontato.

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Foto: LaPresse

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