Formula 1

F1, Mick Schumacher: “Mio padre è il riferimento per il suo modo di essere in pista e fuori”

Giandomenico Tiseo

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La dinastia Schumacher ha il suo nuovo rappresentante, ovvero Mick, in F1. Il vincitore del campionato FIA di F2 del 2020 avrà quest’anno la sua grande occasione: guidare la monoposto del Team Haas e cercare di fare il meglio possibile. Non sarà una cosa facile per lui, dovendo sopportare il peso di un cognome importante, riferendoci ovviamente a papà Michael (sette volte iridato).

Una situazione con cui Mick ha imparato a convivere fin dai primi anni della sua carriera: da un lato qualche porta è stata aperta; dall’altro si è dovuto dimostrare sempre qualcosa in più. Per questo, Schumi Jr. è pronto a raccogliere la sfida e a scrivere la propria storia. Lo farà al fianco di un compagno di squadra piuttosto turbolento come il russo Nikita Mazepin. Tuttavia, il tedeschino è pronto e ritiene che avere un team-mate di questo livello possa essere una motivazione in più.

Semplicemente adoro la competizione, amo le corse e le dure battaglie in pista. Quando fai quel giro perfetto in qualifica e vinci una gara, quella sensazione è indescrivibile. Ti riempie di gioia quando riesci a essere il migliore. E mi piace lavorare così perché il motorsport è molto competitivo in ogni aspetto“, ha detto Schumacher a Formula1.com.

In questo senso, il riferimento del teutonico non può che essere il padre: “So quanto ha ottenuto e cerco di partire da quello. È stato il punto di riferimento per così tanto tempo e continua a esserlo. Lo ammiro anche per il suo lato umano e per come è sempre rimasto con i piedi per terra. Questo è qualcosa che apprezzo molto, e vorrò replicare nella mia carriera“.

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Foto: LaPresse

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