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Tennis, Jannik Sinnner e il potere della mente: il segreto dell’altoatesino per diventare ancora più forte

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È sempre importante quando conta per te lo sport. Il tennis è la cosa più importante della mia vita dopo la famiglia e gli amici. L’elemento principale è sempre la passione per lo sport. È fondamentale la voglia di porsi un obiettivo ogni giorno, fin da quando ti svegli, mettendo in conto i momenti difficili. Se ti piace davvero lo sport che fai superi qualsiasi periodo duro. Considerando le percentuali nel tennis la testa vale anche per il 70%, conta più di tutto il resto. Poi per il 20% c’è il fisico, i colpi invece per il 10%“.

Sono queste le parole usate da Jannik Sinner, nell’intervista concessa a Sky Sport. Considerazioni che non sorprendono per quello che l’altoatesino è stato capace di realizzare nel corso di un 2020 molto problematico per tutti. Nonostante il giocare poco rappresenti un fattore a suo sfavore per la necessità di fare esperienza e accumulare informazioni utili per la propria crescita, l’azzurrino ha dimostrato di imparare in fretta e non è un caso che la sua classifica ne abbia giovato, passando dal n.78 del mondo al n.37.

Un’ascesa frutto dei quarti di finale raggiunti nell’ATP di Rotterdam, degli ottavi a Roma, dei quarti al Roland Garros e del successo nell’ATP di Sofia. Una sequenza di risultati notevole valsa 19 vittorie e 11 sconfitte nella stagione agonistica, ma soprattutto la consapevolezza di potersela giocare contro chiunque, come in quel match parigino contro Rafael Nadal, il più impegnativo sostenuto dall’iberico nella sua marcia trionfale sul red carpet transalpino.

Ma il segreto di Jannik qual è? E’ evidente che l’oggetto speciale sia tra le orecchie (mente). La sua è un’attitudine a dare sempre il massimo, preoccupandosi di se stesso, ponendosi degli obiettivi ambiziosi. Non si tratta di guardare la classifica, ma di imparare dalle sconfitte e di continuare a lavorare. Questi aspetti si compresero ancor di più proprio nel post match di Parigi. Tanti, dopo aver disputato un signor incontro contro il “Re del rosso”, avrebbero accettato il risultato in qualche modo. Non era il caso del classe 2001, rabbuiato ed estremamente critico con se stesso.

Non è un caso che poi il 14 novembre del 2020 sia arrivata la firma a Sofia (Bulgaria), che molto probabilmente sarà solo la prima di lunga serie.

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Foto: LaPresse 

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