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America’s Cup: Luna Rossa deve migliorare con vento sopra i 15 nodi. Ineos fanalino di coda

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E proprio come quando sulla pista della Coppa del Mondo di sci nevica o c’è la nebbia e gli atleti non possono buttarsi fuori dal cancelletto: quando sul campo di regata Eolo si fa prendere dalla pigrizia le barche non si muovono. Puoi avere lo scafo più leggero e volante, ma sotto un certo limite nessuna barca a vela si muove a una velocità che permetta di finire una regata. E’ un problema comune a tutti gli sport il cui destino dipende dalla natura.

Certo nella giornata della Christmas Cup a Auckland ci hanno provato, ma è andata male e lo spettacolo non è stato dei migliori.
Quando Emirates Team New Zealand e Ineos Uk si son trovate appaiate, anche se gli inglesi erano dietro un giro, doppiati, per una sottile ironia della sorta gli inglesi navigando senza volare erano un po’ più veloci. Parliamo di andature tra i sei e gli 8 nodi, normali per le regate con le vecchie barche della coppa America che duravano un paio d’ore, ma insopportabili per questi mostri che volano vicino ai 50 nodi. Vedere questi in tv è stata una sofferenza.

La questione della capacità di adattarsi alle condizioni del vento è un tema che fa interrogare un po’ tutti. Premesso che qualunque regata con sei nodi e mezzo di vento non è mai divertente, i team riflettono sull’uso del Code Zero, la vela che si aggancia al bompresso (quella prolunga sulla prua) e arriva in testa d’albero. Se il vento è al limite basso può servire per volare, ma ne basta poco di più per diventare un ostacolo. E’ previsto che si possa portare a bordo (altrimenti devi avere una zavorra di egual peso) ma nessuno lo porta perché il cambio della vela in regata è troppo complicato. Il problema di Luna Rossa, però, è il vento fresco, quello sopra i 15 nodi che ha visto la barca italiana soffrire nelle World Series. Max Sirena è apparso soddisfatto, ma con qualche riserva di quello visto, soprattutto nella prima giornata. Che la barca italiana avesse un set up ottimizzato per venti più leggeri era risaputo, ma in conferenza stampa Max Sirena ha confermato che ora lavoreranno per allargare il range ottimale delle prestazioni. Le regate di questi giorni sono state una grande opportunità prima di affrontare la Prada Cup, il team ha imparato tanto e resta un po’ di amaro in bocca per aver perso regate che si sarebbero potute vincere. Ma non c’è tempo per riposare, già nella sera della fine regate sono cominciate a tutti i livelli le riunioni per focalizzare quelli che possono essere stati i difetti e dove migliorare. La forza per crescere non manca, infatti si è visto in regata come sia migliorata la conduzione della barca da parte dell’equipaggio: partenze sempre perfette, manovre sempre più efficaci.

Poi, invisibile a chi guarda la tv, c’è il lavoro dello shore team, molto di più che un gruppo di meccanici, che ha lavorato giorno e notto per mettere a disposizione dei velisti un mezzo sempre perfetto. Sicuramente lo shore team è un fiore all’occhiello di Luna Rossa.
Quali sono i settori su cui impegnarsi più intensamente? Intanto ogni team può avere tre coppie di foils, e Max Sirena ha rivelato che ne hanno ancora uno da preparare, senza dimenticare che poi c’è un 20 per cento di modifiche che si possono fare per ottimizzare il rendimento. Molto poi ancora si può decidere nel programma vele, ricordiamo che la randa è una soft wing: si tratta di due vele uguali infierite su un albero alare, una delle tante novità introdotte con la creazione di questi AC 75. Insomma il lavoro non manca: per tutti, non solo per gli italiani. Chi ne avrà di più sono sicuramente gli inglesi, qualcuno salterà anche il pranzo di Natale. Per quanto lo scafo abbia linee d’acqua che non convincono, tutti sono sicuri che il mese prossimo gli inglesi saranno pronti per regatare a livello degli avversari. Sarebbe la prima volta che qualcosa sponsorizzato dal colosso petrolifero britannico Ineos arriva ultimo, e senza capacità di lottare, in una competizione. E pensare che avendo a disposizione la collaborazione della McLaren, e un budget sulla carta più alto di tutti, sembra impossibile che siano così indietro rispetto agli avversari.

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Ora lo sguardo è rivolto al 15 gennaio quando comincerà la Prada Cup. Il format prevede dal 15 al 24 gennaio i round robin in cui Luna Rossa Prada Pirelli, Ineos team Uk e American Magic si incontreranno tre volte. La classifica determinerà il primo finalista. Il secondo sarà deciso dalla semifinale in programma dal 29 Gennaio al 2 febbraio: passa chi vince 4 regate. La finale Prada Cup è in calendario dal 13 al 22 Febbraio. Chi vince 7 prove diventa Challenger ufficiale e si prepara per la sfida ai detentori neozelandesi
La Coppa America comincerà il 6 marzo. Chi vince sette regate potrà sollevare la vecchia brocca e dettare le regole dell’edizione numero 37.

Una cosa è certa, al di la di chi non ama le barche volanti, questi scafi sono spettacolari, le regate combattute affascinanti. Quando i neozelandesi hanno presentato, oramai quasi tre anni fa, il primo rendering di quella che era la loro idea di barca per la Coppa America c’è chi ha pensato che fosse uno pesce d’aprile, che quello strano oggetto non sarebbe mai stato in grado di navigare, invece ha dato spettacolo. Sempre che Eolo non si dimentichi di visitare il campo di regata.

Stefano Vegliani

Foto: Luna Rossa Press

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