MotoGP

MotoGP, la Yamaha si difende sul caso ‘motori’: “Agito in buona fede”. Marquez attacca sui social

Pubblicato

il

Le polemiche non mancano in questo weekend del Mondiale 2020 di MotoGP a Valencia (Spagna). La sanzione alla Yamaha per il cambio irregolare di valvole ha infatti aperto un dibattito di non poco conto nel paddock in quanto le penalità sono state inflitte esclusivamente ai team, in termini di punti nel campionato costruttori, ma non ai piloti. In buona sostanza, il francese Fabio Quartararo, lo spagnolo Maverick Vinales e Franco Morbidelli restano in lizza per il successo iridato.

L’opinione da parte delle squadre concorrenti, come Ducati e Suzuki, è che si sia creato un precedente pericoloso. In questo contesto particolarmente teso, la risposta della Casa di Iwata è stata quella di accettare la decisione della FIM, sottolineando che tutto è frutto di un’errata comprensione del regolamento, per cui si è omesso di notificare e non si è chiesta l’approvazione della commissione tecnica prima di effettuare la sostituzione delle valvole. La posizione della scuderia giapponese è quella di aver agito in buona fede, non avendo alcun intento “malevolo” dal momento che, come viene anche riportato da La Gazzetta dello Sport, entrambe le aziende che hanno prodotto le valvole hanno seguito una singola specifica nella realizzazione dei componenti.

Ha fatto sentire la sua voce anche chi non può correre in questo momento, ovvero lo spagnolo Marc Marquez. L’asso nativo di Cervera, ha infatti espresso attraverso un tweet polemico il suo parere sulla vicenda: “Ora si scopre che i piloti non beneficiano dei vantaggi meccanici”, alludendo alla mancata penalizzazione dei centauri. Ci saranno ulteriori strascichi? Ducati ha già dichiarato che non ci sarà alcun ricorso, vedremo se Honda agirà diversamente.

[sc name=”banner-article”]

CLICCA QUI PER LEGGERE TUTTE LE NOTIZIE SUL MOTOMONDIALE

giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

Clicca qui per seguire OA Sport su Instagram
Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

Foto: LaPresse

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Exit mobile version