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US Open 2020: Dominic Thiem maturo per uno Slam? Novak Djokovic l’ostacolo principale, ma attenzione a Medvedev

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Dominic Thiem, sei pronto? Domanda delle cento pistole. Sì, perché l’austriaco (n.3 del mondo) nella prima uscita a New York (Stati Uniti), valida per il Masters 1000 di Cincinnati, è stato sonoramente sconfitto dal serbo Filip Krajinovic. Una prestazione troppo brutta per essere vera, nella quale Thiem non ha espresso nulla delle sue qualità, totalizzando la bellezza di 30 errori non forzati. Troppo per chi come lui ha in mente di lanciare il guanto di sfida a Novak Djokovic, in vista degli US Open (31 agosto-13 settembre).

Già, l’impegno a Flushing Meadows è uno degli obiettivi di questa stagione così particolare, sconvolta dalla pandemia. L’austriaco qualcosa di importante l’aveva messo in mostra a Melbourne (Australia), nel mese di gennaio, quando si spinse fino alla Finale degli Australian Open con la concreta possibilità di far suo il titolo Slam. La sconfitta al quinto set subita da Nole ha portato a due riflessioni:

  1. Thiem è il giocatore più pronto per rubare lo scettro in un Major ai titani di questo sport.
  2. Se non ha vinto in Australia, vuol dire che dal punto di vista caratteriale non è all’altezza della situazione.

Considerazioni frutto dell’andamento di un match che può essere letto in maniera diametralmente opposta, ma convincenti in entrambi i casi. E dunque è complicato capire cosa potrà fare il il 27enne nativo di Wiener Neustadt, visto che tutto lo Slam nel suo complesso sarà avvolto da un grande punto interrogativo per via del lungo periodo di inattività che ha riguardato tutti i giocatori.

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Da questo punto di vista, Thiem è stato piuttosto attivo nelle esibizioni, ma le partite ufficiali sono di tutt’altro tenore come approccio mentale. Pertanto, sarà importante capire come Dominic si adatterà anche a una superficie particolarmente veloce. In un contesto del genere, oltre a Djokovic, merita attenzione chi l’anno passato ha raggiunto la Finale, ovvero il russo Daniil Medvedev. Il tennista originario di Mosca è da tenere in grande considerazione, visto il suo feeling con il torneo, e l’esperienza di 12 mesi fa, con il ko al quinto parziale contro lo spagnolo Rafael Nadal (assente nel 2020), potrebbe dargli quel qualcosa in più. In buona sostanza, si prospettano degli US Open tra dubbi e perplessità.

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto: LaPresse

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