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MotoGP, GP Stiria: analisi della gara. La bandiera rossa ha ribaltato i valori in campo, Suzuki sfortunata, ma che Ktm

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Il secondo appuntamento in Stiria, dopo la paura e le polemiche del primo weekend in terra austriaca per via dell’incidente tra il francese Johann Zarco e Franco Morbidelli, ha riservato ancora grandi emozioni. In una corsa che sembrava, infatti, avviarsi a premiare lo spagnolo della Suzuki Joan Mir è stato un altro crash a ribaltare i valori in pista: la Yamaha senza freni dell’iberico Maverick Vinales e l’impatto violento contro le protezioni di curva-1 hanno portato all’esposizione della bandiera rossa e scrivere una storia diversa. Sì perché, fino a quel momento, Mir era parso su di un altro pianeta: tornate su un passo da 1’24″4/5 e pronto a festeggiare il suo primo successo in top-class.

Niente di tutto questo, perché la sospensione ha vanificato tutti gli sforzi del povero Joan ed è andata in scena una gara sprint di 12 giri in cui tutti hanno potuto cambiare le mescole. In questa circostanza Ktm ha fatto la differenza e l’epilogo in volata ha regalato al portoghese Miguel Oliveira la soddisfazione della prima vittoria in carriera nella classe regina, approfittando splendidamente del duello all’ultima curva tra il compagno di marca Pol Espargaró (terzo) e l’australiano della Ducati Pramac Jack Miller (secondo). Un primo e un terzo posto per la causa austriaca, che dà seguito ai grandi risultati di queste ultime uscite, ricordando il successo del sudafricano Brad Binder a Brno (Repubblica Ceca).

Si era parlato di polemiche e anche in questa circostanza non sono mancate. Mir, oltre ad aver visto sfumare una vittoria in cassaforte, ha dovuto mandare giù la decisione degli Stewards sulla condotta di Espargaró: l’iberico, infatti, nella lotta con Miller è andato oltre il limite imposto della pista, che in altre categorie era valsa una penalità. In questo caso, però, secondo i commissari l’iberico non ha tratto vantaggio da ciò, finendo molto largo per via della presenza dell’aussie.

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Una giornata comunque negativa per Ducati e Yamaha ufficiali. Il quinto posto di Andrea Dovizioso, su di un tracciato favorevole, ha il sapore dell’occasione persa, se si guarda alla vittoria della settimana scorsa. Sì perché il “Dovi” prima dell bandiera rossa era nei guai con le gomme e il suo posizionamento sarebbe stato ben peggiore. Questione Michelin, legata ai freni, in casa della squadra nipponica visto il problema avuto da Vinales. Il nono posto di Valentino Rossi, il migliore della truppa di Iwata, il 13° del leader del campionato Fabio Quartararo e il 15° di Franco Morbidelli alimentano tanti dubbi. La moto nipponica, infatti, oltre a presentare grosse criticità ai freni, non fa la differenza come si penserebbe in curva e ha un grande deficit in termini di potenza. Questo porta i suoi piloti a fare una grande fatica quando si trovano alle spalle di una moto concorrente, con conseguenze importanti sull’impianto frenante e sul degrado delle mescole. In sostanza, in vista del GP a Misano (13 settembre), la Yamaha dovrà trovare soluzioni, visto che Dovizioso è a -3 da Quartararo (leader della classifica generale) in un contesto nel quale Ktm e Suzuki spingono.

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto: LaPresse

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