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Golf, iniziano i playoff della FedEx Cup con il The Northern Trust 2020. A Boston tutti i big cercano conferme

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Tornando indietro con la memoria allo scorso marzo, quando la pandemia legata al coronavirus ha fermato tutto il mondo (non solo dello sport), molti appassionati si sono chiesti se sarebbero riusciti a vedere ancora il golf in azione in questo terribile 2020. Cinque mesi dopo la stagione del PGA Tour sta marciando imperterrita verso la sua fase finale e, superato il primo Major della stagione, è tempo di inaugurare la tre settimane che ci accompagnerà lungo i playoff della FedEx Cup.

Si parte questa settimana come sempre dal TPC Boston (Massachusetts), pronto ad ospitare il The Northern Trust 2020. I primi 125 giocatori della stagione sono stati ufficializzati domenica sera con la fine del Wyndham Championship e quella lista sarà dunque valida come campo partenti di questa corsa a eliminazione che porterà tra due settimane i migliori 30 giocatori a sfidarsi per il titolo finale del Tour Championship e 10 milioni di dollari di montepremi.

Il sistema di punteggio nei playoff è stato ampliato ma differentemente rispetto al solito, proprio per equilibrare i tornei persi a causa dello stop. Gli anni scorsi il vincitore ha ricevuto 2000 punti invece di 500 (come per i tornei standard) mentre quest’anno si è deciso di triplicare i punti anziché quadruplicarli. In ogni caso la corsa sarà serrata ed è necessario stare attenti in ogni fase per assicurarsi il passaggio alla settimana successiva, specialmente per i giocatori in una posizione incerta di classifica.

Il percorso del TPC Boston è uno dei più conosciuti e popolari sul Tour, classico design di Arnold Palmer che è entrato in calendario nel 2003 e da allora ha ospitato ben 16 eventi. Alcuni ritocchi sono stati effettuati dalla mano di Gil Hanse nel 2007 e ne è uscita la configurazione finale ovvero un par-71 che si snoda lungo 7,342 yards. Dal tee le zone di atterraggio sono molto ampie e permettono anche qualche leggera imprecisione, chiaro vantaggio per i bombardieri che possono permettersi di sfruttare al massimo il proprio arsenale. Non a caso il nordirlandese Rory McIlroy e l’australiano Jason Day sono tra i protagonisti indiscussi degli ultimi anni da queste parti. Allo stesso modo però anche i giocatori meno dotati di potenza hanno tutte le carte in regola per poter attaccare le aste e questo rende il torneo sempre molto combattuto e vivace. Generalmente questo campo è un test impegnativo ma se le condizioni sono buone una previsione attendibile potrebbe essere quella di vedere finire la settimana con il campione attorno ai 15-20 colpi sotto par.

Ci sono tre par 5, due dei quali sono raggiungibili da tutti i giocatori del field mentre l’altro è lungo 600 yards e indicativamente taglia fuori ogni chance di eagle dalle possibilità di risultato, risultando mediamente molto più complicato del par-4 della buca 4 che è drivabile. Indicativamente gran parte dello score dovrebbe essere registrato nella prima e nell’ultima fase del giro, con le buche più complicate che sono posizionate a cavallo tra la fine delle front 9 e l’inizio delle back 9.

Lo scorso anno qui vinse l’americano Patrick Reed, ma è inutile specificare che trovare un vero favorito in un field così completo e di spessore diventa davvero complicato. I nomi di peso, comunque, restano sempre gli stessi: Bryson DeChambeau, John Rahm, Justin Thomas, Brooks Koepka, Dustin Johnson, Rory McIlroy (anche se sta attraversando un periodo decisamente buio) e la nuova star Collin Morikawa, fresco del primo titolo Major. Purtroppo non sarà ai nastri di partenza nemmeno qui il nostro Francesco Molinari.

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michele.brugnara@oasport.it

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Foto:  LaPresse

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