Formula 1

F1, perché la Ferrari SF1000 è una macchina disastrosa: motore, trazione, aerodinamica e non solo. Tutte le lacune

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La stagione 2020 della Ferrari è nata male, ma sta proseguendo anche peggio. Non si intravedono miglioramenti nella disgraziata SF1000, la quale resta perennemente impantanata a centro gruppo, riuscendo solo occasionalmente a ottenere qualche sprazzo di competitività. A Spa-Francorchamps la situazione è però letteralmente colata a picco, perché le prestazioni si sono rivelate decisamente inferiori a quelle, già generalmente mediocri, espresse nelle prime sei competizioni stagionali. In Belgio tutte le lacune dell’attuale monoposto sono prepotentemente venute a galla e la dinamica peggiore è rappresentata dal fatto che la Rossa, più che a un Cavallino Rampante, assomiglia a un cane che si morde la coda. Sì, perché se si prova a risolvere un problema, se ne genera immediatamente un altro, magari anche più grosso. Infatti su questa vettura le grane si sommano.

Il “peccato originale” della SF1000 è rappresentato dal fatto di essere lenta, il che è un guaio non da poco in un ambito dove conta essere il più veloci possibile. Il dramma sportivo è che questa mancanza di competitività non nasce da un’unica fonte, ma da due. Da un lato manca potenza nella power unit, mestamente asfittica rispetta a quella del recente passato. I maligni sostengono perché finalmente diventata regolare, dopo anni in cui a Maranello si è giocato con la taratura del flussometro. In realtà di irregolare probabilmente non c’era nulla, perché le regole non vengono necessariamente infrante, ma possono essere interpretate e piegate in maniera tale da trarne un vantaggio, come è sempre stato fatto da tutti nella storia della Formula Uno. Comunque, questo è un altro discorso. Il nocciolo della questione è che nel propulsore 2020 mancano parecchi cavalli rispetto al passato. Tuttavia, a un motore spompato si aggiunge un’altra grande lacuna di natura aerodinamica. Sotto questo punto di vista, la madre di tutte le magagne sarebbe il fondo della vettura, il quale non genererebbe carico a sufficienza.

Dunque, quando si tratta di regolare la SF1000, i piloti e gli ingegneri si trovano a combattere su due fronti, ma non hanno modo di reggere contemporaneamente su entrambi. Se si vuole provare a recuperare il carico aerodinamico che non viene generato dal fondo, bisogna caricare le ali. Però in questo modo l’auto diventa un “cancello” a causa del drag, ovvero l’eccessiva resistenza all’avanzamento, e paga pesantemente dazio sul piano della velocità di punta.
Se invece si opta per contenere i danni in tema di deficit di potenza, è necessario scaricare al massimo gli alettoni. Tuttavia, così facendo, la monoposto scivola da tutte le parti e diventa difficilissima da guidare. Peraltro, in entrambi i casi, le regolazioni sono autentici palliativi, poiché non c’è modo di colmare l’una o l’altra lacuna con alettoni più o meno scarichi.

Con un equilibrio aerodinamico così precario, non sorprende che la Ferrari fatichi enormemente a portare le gomme nella giusta finestra di temperatura per farle funzionare adeguatamente. Il fatto inquietante è che questi pneumatici sono gli stessi del 2019, anno in cui il problema si era già presentato, ma evidentemente non si è riusciti a trovare una soluzione. Com’è possibile in quello che dovrebbe essere, per risorse e blasone, un top team?
Anzi, è sconcertante notare come non si riesca in alcun modo a migliorare un progetto nato male. “C’è qualcosa che ci sfugge” ,”Non capiamo perché”, “È difficile dare una spiegazione” ripetono come un disco rotto piloti e direzione sportiva.

Ormai è palese che si debba mettere una croce sia sul 2020 che sul 2021, perché la SF1000 sarà usata anche l’anno prossimo. A spaventare davvero, però, è un altro fatto. Se si è concepita una monoposto così sbagliata e non si riesce in nessun modo ad arrivare alla fonte dei suoi mali, evidentemente c’è qualcosa che funziona dannatamente male nel Reparto Corse di Maranello. Se queste sono le premesse, chi garantisce che in vista della rivoluzione regolamentare del 2022 la competitività del team possa migliorare?

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paone_francesco[at]yahoo.it

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Foto: La Presse

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