Formula 1

F1, Ferrari in ripresa: buoni segnali su asciutto e bagnato. Ottimismo, ma con sano realismo

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La notizia principale relativa alle prove libere del GP d’Ungheria è rappresentata dal fatto che la Ferrari è cresciuta di rendimento, almeno in termini relativi, rispetto a quanto visto a Spielberg. Infatti in mattinata la Scuderia di Maranello ha pagato dazio esclusivamente rispetto alla Mercedes e alla Racing Point, trovandosi quindi nell’inedito ruolo di “terza forza” all’interno di una sessione. Mai, quest’anno, il Cavallino Rampante aveva ottenuto tale status, trovandosi sempre a centro gruppo.

Innanzitutto bisogna sottolineare un fatto, per onestà intellettuale. In questa crescita, hanno sicuramente giocato un ruolo fondamentale le difficoltà della Red Bull e della McLaren. I due team britannici hanno effettuato un evidente passo indietro rispetto all’Austria, almeno nella giornata odierna, permettendo quindi ai concorrenti diretti di crescere di colpi di riflesso. Non a caso, abbiamo specificato come il rendimento della Ferrari sia cresciuto in termini relativi. Tuttavia, analizzando la situazione, è lecito parlare di miglioramento anche in termini assoluti.

Nella sessione asciutta, Sebastian Vettel e Charles Leclerc hanno realizzato un tempo pari rispettivamente al 101,6% e al 101,8% di quello di Lewis Hamilton. In altre parole, il tedesco e il monegasco hanno lasciato sul piatto l’1,6% e l’1,8% rispetto al britannico. Si tratta di un dato confortante, poiché sulla pista di Spielberg, le Ferrari viaggiavano generalmente con un ritardo di circa il 2,5% rispetto alle Mercedes. Dunque, il gap si è ridotto. Chiaramente non si può pretendere di azzerare il distacco dalle W11 nel giro di poche settimane, ma quantomeno la strada imboccata a Maranello appare quella giusta.

Inoltre è stato sicuramente positivo vedere Sebastian Vettel battere Valtteri Bottas sul bagnato. Certo, bisogna capire quanto abbia davvero spinto il finlandese (il compagno di squadra non si è neppure degnato di terminare un giro cronometrato, limitandosi a un timido tentativo con le intermedie), ma di sicuro osservare una Ferrari davanti a una Mercedes è una notizia. Bottas potrà anche non essersi dannato l’anima, però banalmente, se c’è troppa differenza tra una monoposto e l’altra, stare davanti a chi è più performante è impossibile. Invece, per una volta, Vettel ce l’ha fatta, segno di come per la Ferrari ci sia qualche motivo di ottimismo. Al di là del fatto di aver battuto il finnico, va sottolineato come Seb abbia inflitto pesanti distacchi a tutti, comprese le Racing Point, che sicuramente qualche tentativo in più di staccare il tempo lo hanno fatto.

Ricapitolando. È necessario essere realisti. Le prove libere del venerdì del Gran Premio di Ungheria ci hanno detto che la Ferrari non vale la Mercedes, e nessuno si aspettava il contrario, anche perché l’handicap di partenza era enorme. Tuttavia, il ritardo dalle vetture di Stoccarda si è ridotto, segno di come la situazione sembrerebbe migliorata. Lottare con le Frecce d’Argento, o Frecce Nere vista la livrea 2020, appare impossibile, però per la Scuderia di Maranello il primo passo è quello di chiudere il gap con le monoposto immediatamente davanti. Già confermarsi superiori alle McLaren, avvicinandosi sia alle Racing Point che alle Red Bull rappresenterebbe un bel traguardo per il weekend ungherese.

Resta da capire quanto davvero potrà essere migliorato il pacchetto SF1000, un progetto nato male e di sicuro non all’altezza di altre rivali. Cionondimeno, “mille miglia cominciano con un passo”. La speranza è che quanto visto quest’oggi non sia figlio delle circostanze, ma l’inizio di una ripresa. Vedremo nei prossimi giorni quale sarà il reale valore della Ferrari, ma per oggi si può sorridere e, per una volta, sperare in bene.

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paone_francesco[at]yahoo.it

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Foto: La Presse

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