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Tour of Colombia 2020: il percorso ai raggi X e le 6 tappe. Gran finale all’Alto del Verjón

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Tra pochissime ore prenderà il via la terza edizione del Tour of Colombia 2020, in programma da questa sera fino a domenica 16. Saranno sei le frazioni che caratterizzeranno la breve corsa a tappe sudamericana, che toccherà i dipartimenti di Boyaca, Cundinamarca e della capitale Bogotá, per omaggiare i 200 anni della Colombia. Tutte le frazioni oltrepasseranno i 2500 metri d’altitudine, per un totale di 878,5 chilometri divisi in una cronometro a squadre inaugurale, seguita da una tappa per velocisti, tre di media montagna, e l’ultima, quella regina, con l’arrivo in ascesa a l’Alto del Verjón.

Il Tour of Colombia si aprirà per l’appunto con una cronosquadre che potrebbe creare già qualche piccolo distacco in classifica generale. Sarà seguita da una tappa disegnata apposta per le ruote veloci del gruppo. Dalla terza frazione il percorso inizierà a farsi molto più duro, e potrebbe rivelarsi come una buona chance per i fuggitivi che potrebbero tentare di andare all’attacco sull’Alto Moral; ma in tal caso non dovranno farsi fregare dagli sprinter nel finale pianeggiante. La quarta tappa invece, sarà il primo vero arrivo in salita dove si ripeterà l’Alto Moral e poi l’Alto Malterias, dov’è posizionato il traguardo. La penultima frazione sarà decisamente insidiosa e difficile da interpretare, con tre GPM piazzati nei primi due terzi di tappa e che faranno una discreta selezione. Si chiuderà dunque con la frazione regina con l’Alto Sigsa, l’Alto Patios e la lunga ascesa finale verso El Once/Alto del Verjón.

Qui di seguito potrete trovare la descrizione completa di ogni singola tappa.

TAPPE TOUR OF COLOMBIA 2020

Prima tappa: Tunja-Tunja (16,7 km)

È una cronosquadre che si adatta alle formazioni specialiste delle prove contro il tempo, ma nessuno dovrà sottovalutarla, visto e considerato il percorso decisamente mosso tra il chilometro 6 e il chilometro 13, che potrebbe sconvolgere qualche treno. In ogni caso qualche distacco accumulato in precedenza potrà essere recuperato, senza ombra di dubbio, nei 3 chilometri finali.

Seconda tappa: Paipa-Duitama (152,4 km)

È una frazione completamente pianeggiante, senza alcun tipo di difficoltà altimetrica. I velocisti potranno iniziare a confrontarsi nei tre traguardi volanti previsti al chilometro 45, 79 e 113, e che anticiperanno la più che mai scontata volata conclusiva.

Terza tappa: Paipa-Sogamoso (177,7 km)

Attenzione alla prima parte della tappa che potrebbe favorire una fuga. È prevista la doppia ascesa all’Alto Moral, un GPM di quarta categoria e quindi nulla di proibitivo, ma che le formazioni dei velocisti non dovranno sottovalutare per tentare la buona sorte nel finale.

Quarta tappa: Paipa-Santa Rosa de Viterbo (168,6 km)

Eccoci al primo arrivo in salita. Il gruppo dovrà ripetere nuovamente l’Alto Moral per due volte. I chilometri che porteranno all’ascesa conclusiva saranno del tutto pianeggianti. La salita de l’Alto de Malterias-Santa Rosa de Viterbo misura 5 chilometri, è un GPM di terza categoria con picchi del 12%.

Quinta tappa: Paipa-Zipaquirá (180,5 km)

Anche in questo caso ci sarà una lotta tra i fuggitivi e le formazioni dei velocisti. L’ultimo GPM è posizionato a 60 chilometri dal traguardo, ed è per questo che sarà veramente difficile tentare il colpaccio con qualche attacco da lontano. In ogni caso si potrà fare la differenza sul GPM di quarta categoria de l’Alto Moral, quello di terza categoria de l’Alto V/Quemada, e l’altra ascesa di quarta categoria de l’Alto Sisga.

Sesta tappa: Zipaquirá-El Once/Alto del Verjón (182,6 km)

Questa sarà l’ultima e vera chance per tentare il colpaccio in classifica generale. La prima ascesa per fare una piccola differenza sarà la doppia scalata all’Alto Sisga, che presenta picchi dell’11%. A soli 20 chilometri dal traguardo è presente l’Alto Patios, 9,4 chilometri con picchi del 29% che faranno veramente male. Ed eccoci dunque alla salita finale di El Once/Alto del Verjón, altri 9,4 chilometri con punte del 14% che decreteranno la sorte finale della corsa.

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lisa.guadagnini@oasport.it

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Foto: Tour of Colombia 2020

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