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Golf, Presidents Cup 2019: Team Internazionale-Team USA 4-1. Solo Tiger Woods si salva tra gli americani

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Si è conclusa poco fa la giornata inaugurale della tredicesima edizione della Presidents Cup, la manifestazione che negli anni dispari vede affrontarsi il Team USA contro il Team Internazionale composto da tutti coloro che non hanno la possibilità di giocare la Ryder Cup (evento a essa speculare, dove in campo scende l’Europa). Nella giornata di apertura al Royal Melbourne Golf Club (Australia) sono andati in scena cinque incontri di doppio con la formula quattro palle, ovvero entrambi i giocatori del team erano chiamati a giocare la propria buca in maniera indipendente e alla fine veniva conteggiato il migliore dei due score. Un’ispirata squadra internazionale si è scrollata di dosso la sconfitta iniziale, che aveva ben avviato Team USA grazie al capitano e giocatore Tiger Woods, riuscendo a reagire grazie ai debuttanti e portarsi sul 4 a 1 finale. Lo score è pesantissimo per gli americani ed è la prima volta dal 2005 che cominciano una Presidents Cup in svantaggio, mai così male in termini di punteggio nei 14 anni di storia della competizione.

Di seguito un piccolo sunto di quanto accaduto nel Day-1 della Presidents Cup 2019:

Justin Thomas/Tiger Woods def. Marc Leishman/Joaquin Niemann 4 & 3

Se vuoi fare qualcosa, a volte devi farlo da solo. Capitan Woods è sceso immediatamente in campo spalleggiato più che degnamente da Justin Thomas, ma sul terreno di gioco la guida spirituale (ed effettiva) è stato il 43enne californiano. Per Tiger la giornata è iniziata come meglio non poteva, con un birdie da fuori green alla prima buca, che sarà seguito poi da altri 4 per la coppia americana che non si è mai trovata in svantaggio.

Abraham Ancer/Louis Oosthuizen def. Dustin Johnson/Gary Woodland 4 & 3

L’intera partita può essere spiegata raccontando l’incredibile episodio della 11. Il rientrante Johnson (intervento al ginocchio a inizio settembre) ha raggiunto il green col driver sul corto (326 yds) par 4, estasiando tutti con il miglior colpo della giornata, visto che la distanza rimanente col putt per l’eagle era di un solo metro e sarebbe bastato per vincere la buca. Lo ha mancato. Per la coppia a stelle e strisce, composta anche da Woodland è stato il momento di gettare la spugna e i rivali (il sudafricano Oosthuizen e il messicano Ancer) non hanno perdonato, chiudendo un match comunque già dominato per 4 & 3.

Adam Scott/Byeong Hun An def. Bryson DeChambeau/Tony Finau 2 & 1

Scott ha affermato più volte di voler vincere a tutti costi la Coppa, a casa sua, e ha fatto la sua parte nella prima giornata trionfando assieme al coreano An per 2 & 1 in un match dove non hanno mai dovuto inseguire gli avversari statunitensi.

Adam Hadwin/Sungjae Im def. Xander Schauffele/Patrick Cantlay 1 UP

La partita più emozionante e imprevedibile del giorno è finita nelle mani del Team Internazionale, e spesso vincere match di questo tipo alla fine può davvero fare la differenza. Team USA era riuscito a equilibrare un precoce vantaggio avversario alla fine delle prime 9 e fino al par 5 della 16 tutto è rimasto in totale equilibrio, poi è toccata ad Hadwin la parte dell’eroe, che ha imbucato per il birdie facendo cambiare le sorti della sfida e guadagnandosi il punto pieno.

Hideki Matsuyama/C.T. Pan def. Patrick Reed/Webb Simpson 1 UP

Gli internazionali avevano praticamente chiuso la pratica anche in questa partita ma alla 16 Reed ha deciso che il momento di perdere non era ancora arrivato ed ha imbucato un lunghissimo birdie-putt per pareggiare l’incontro. Tuttavia lo slancio è durato una buca soltanto, il giapponese Matsuyama ha restituito il favore alla 17 con un lungo putt a sua volta per riprendere il controllo e sigillare il risultato.

 

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michele.brugnara@oasport.it

Twitter: MickBrug

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Foto: LaPresse

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