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Nuoto, Europei Glasgow 2019: parte dalla vasca corta la rincorsa di Gregorio Paltrinieri al trono perduto dei 1500 sl

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Quando finisce la fame di un campione? Quando arriva il momento di cercare nuovi stimoli e a che cosa si può arrivare a rinunciare per soddisfarli?

Queste, probabilmente, sono le domande che si sono posti gli addetti ai lavori più scettici riguardo la nuova vita natatoria di quel Gregorio Paltrinieri che, nella scorsa stagione, da campione di tutto nei 1500 stile libero in vasca, ha deciso di abbandonare il suo regno, la sua più naturale dimensione, il luogo nel quale nessuno sembrava poterlo sconfiggere, per tuffarsi in un’avventura più grande, in delle acque che nessun muretto possa contenere.
Il più famoso degli Splash Brother, ha infatti scelto, nonostante numerose perplessità espostegli anche dal suo storico tecnico Stefano Morini, di dedicarsi, dopo un periodo di allenamento in Australia con il suo amico Mack Horton, anche alle gare in acque libere, dove ha già ottenuto tra l’altro, grazie al sesto posto nella 10 km iridata, il pass per Tokyo 2020 e una medaglia d’argento nella prova a squadre, rimediando però, al suo ritorno in vasca, due sconfitte inedite nella sua distanza, prima agli Europei in lunga di Glasgow e poi ai recenti Campionati Mondiali cinesi, per mano del tedesco Florian Wellbrock, macchiando d’argento un percorso fino ad ora costellato solamente di vittorie.
Gregorio ha scelto quindi una sfida per quest’anno olimpico con l’intenzione di nuotare a Tokyo 2020 sia la 10km in acque libere che i suoi cari 1500sl in vasca, con poco tempo per recuperare tra una gara e l’altra e un posto assicurato nel pantheon del nuoto in caso di un clamoroso doppio successo.
La sua rincorsa a questa impresa epica partirà dagli Europei di Glasgow che si terranno dal 4 all’8 Dicembre 2019, in una vasca corta nella quale detiene il record mondiale e che, nonostante le sue croniche difficoltà con virate e subacquee, da sempre lo ha lanciato verso le sue storiche imprese nuotate in quella, ben più amata, da cinquanta metri.
Il cammino del carpigiano non sarà tuttavia facile, sia a causa di tutti i dubbi e le difficoltà dovuti ad una differenza di preparazione inevitabile in vista delle gare in mare, sia per colpa di un livello medio stellare degli avversari che, già in quel di Glasgow, promette di dargli del filo da torcere.
Il campione del mondo Florian Wellbrock, il solito sfidante, cresciuto anch’egli nel centro federale di Ostia, Mykhailo Romanchuk e il gemello diverso Gabriele Detti, se deciderà di spingersi fino al chilometro e mezzo, promettono infatti di infiammare il panorama continentale nella rassegna scozzese, in attesa dell’eterna, immutata e ben più eticamente complicata rivalità con il temibile Sun Yang, che avrà cinque cerchi olimpici come sfondo di una sfida alla pari, rincorsa ormai da quasi otto anni.
Per Paltrinieri, che aveva lamentato un’abbassamento degli stimoli dopo aver praticamente vinto tutto ciò che c’era da vincere, si prospetta quindi un’annata complicatissima che però potrebbe di fatto consegnarlo alla storia.
Due le strade per entrare nella leggenda: una prevede probabilmente la doppia medaglia tra piscina e acque libere; l’altra, ben diversa ma forse ancora più clamorosa, è incastonata in sei cifre che Gregorio vorrebbe cancellare da tutti gli albi dei record del nuoto, con un 14.31.02, firmato Sun Yang e seguito da anni dalle due magiche lettere del WR che, se battuto, lo renderebbe di fatto l’uomo più veloce di sempre in tutte le sfaccettature della sua gara, incoronandolo ad assoluto re del mezzofondo mondiale. La sfida è aperta: l’acqua l’arena, il tempo il giudice.
michele.giovagnoli@oasport.it

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Foto: LaPresse

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