Formula 1

F1, GP Abu Dhabi 2019: Ferrari vuole sfatare un tabù per risollevarsi dopo il suicidio di Interlagos

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Dopo 20 round spalmati su più di 8 mesi è arrivato ormai il momento dell’ultimo atto della stagione 2019 per il Mondiale di Formula 1: il Gran Premio di Abu Dhabi. Inserita nel calendario del circus nel 2009, la tappa emira in passato è stata decisiva per l’assegnazione del titolo iridato piloti in ben tre occasioni (Vettel in Red Bull nel 2010, Hamilton nel 2014 e Rosberg nel 2016 con Mercedes) lasciando spesso e volentieri l’amaro in bocca ai tifosi italiani. A Yas Marina, isola artificiale distante circa 30 minuti da Abu Dhabi in cui è presente un imponente parco a tema sulla Ferrari, la scuderia di Maranello non ha mai dettato legge, rimanendo sempre a secco di successi nelle prime undici edizioni disputate.

Un tabù da sfatare dunque per la casa emiliana, che si deve assolutamente risollevare dopo il clamoroso doppio ritiro del Brasile in modo da andare in vacanza col morale alto in vista della prossima stagione. Sfumato per il dodicesimo anno consecutivo il Mondiale piloti (l’ultimo trionfo iridato risale al 2007 con Kimi Raikkonen), la Rossa deve chiudere nella miglior maniera possibile un 2019 negativo per vivere un inverno più sereno e per dimostrare di essere ancora l’unica vera alternativa a Mercedes in ottica iridata. Un ruolo che fino a poche settimane fa non sembrava in discussione, ma che adesso è perlomeno insidiato da una Red Bull in grande crescita portata al vertice da Max Verstappen.

La qualifica e la velocità di punta in rettilineo sono stati i punti deboli della Red Bull nelle ultime tre stagioni, ma l’impressione è che qualcosa sia davvero cambiato alla luce delle prestazioni messe in mostra a partire dal weekend di Città del Messico. Dopo un’estate molto difficile in cui il gap motoristico tra Honda e Ferrari era molto marcato, la power unit giapponese ha effettuato uno step evidente che ha fatto sfigurare in diverse circostanze ad Interlagos la Mercedes di un frustrato Lewis Hamilton. In Messico ed in Brasile si è però gareggiato in altura, una variabile importante che appiattisce le prestazioni dei motori, perciò la tre giorni di Abu Dhabi rappresenterà una vera e propria prova del nove in questo senso, per celebrare definitivamente la Red Bull Honda come candidata credibile per il Mondiale 2020.

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Foto: Lapresse

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