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Atletica, Mondiali 2019: Gianmarco Tamberi, il graffio della Tigre. Il capitano vuole la medaglia: l’Italia sogna in alto

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Per tirare fuori il coniglio del cilindro, per la magia all’improvviso contro qualsiasi pronostico, per il colpaccio in coda a una stagione complicata sotto il punto di vista fisico. Per una medaglia. Quantomeno per provarci. Gianmarco Tamberi si gioca il tutto per tutto nella Finale del salto in alto ai Mondiali 2019 di atletica leggera, è pronto a tirare fuori gli attributi come ha ripetuto più volte dopo il turno di qualificazione (superato con 2.29 al terzo tentativo, suo stagionale all’aperto) e vuole battagliare colpo su colpo per raggiungere l’obiettivo più importante dell’anno: il Campione d’Europa indoor non è riuscito a prepararsi al meglio per questa rassegna iridata, ci è arrivato in corsa con tanti acciacchi ma è parso in buona forma durante il turno eliminatorio e questa sera (a partire dalle ore 19.15) proverà a fare saltare il banco. Il capitano vuole regalare la magia all’Italia e regalare il secondo podio dell’evento dopo il bronzo di Eleonora Giorgi nella 50 km di marcia.

Il ribattezzato Halfshave, per via del suo particolare look a “mezza barba”, è un uomo da grandi eventi come testimoniano i trionfi ai Mondiali Indoor e agli Europei in entrambe le versioni: ora è arrivato il momento di piazzare un sigillo anche nella rassegna iridata all’aperto, in condizioni di forma ideali sarebbe il grande favorito della vigilia mentre oggi si presenterà come il grande outsider con la licenza di colpire. Il 27enne marchigiano si è spinto fino a 2.32 indoor in questa stagione proprio in occasione del trionfo continentale ma vanta un personale all’aperto di 2.39, il record nazionale datato 2016 prima dell’infortunio che gli impedì di partecipare alle Olimpiadi di Rio.

Gianmarco Tamberi se la dovrà vedere con una serie di avversari quotati tra cui spiccano il bielorusso Maksim Nedasekau (2.35 in stagione per il vice campione europeo che ha firmato la miglior prestazione mondiale dell’anno), il qatariano Mutaz Essa Barshim (è il Campione del Mondo uscente ma rientra da un lungo infortunio, in qualifica è parso brillante e potrà contare sul sostegno del suo pubblico senza dimenticarsi che vanta un personale di 2.43) e i due russi Mikhail Akimenko e Ilya Ivanyuk (2.33 in stagione per entrambi). Possibili outsider il cinese Yu Wang (2.34 indoor nel 2019) e il canadese Michael Mason mentre il malese Hup Wei Lee, il cubano Luis Enrique Zayas, l’australiano Brandon Starc, lo statunitense Jeron Robinson e il portoricano Luis Castro Rivera completano il quadro dei finalisti.

 

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Foto: FIDAL/Colombo

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