Ciclismo

Ciclismo, tragedia al Giro di Polonia 2019: il gruppo piange la morte del giovane Bjorg Lambrecht. Tappa a Pascal Ackermann

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È difficile trovare le parole giuste davanti alla morte di un ragazzo di soli ventidue anni, un giovane promettente del ciclismo belga com’era Bjorg Lambrecht. Il corridore della Lotto Soudal era caduto quest’oggi durante la terza tappa del Giro di Polonia 2019 dopo circa 50 chilometri dalla partenza, prontamente rianimato d’urgenza, trasportato in elicottero in ospedale, le condizioni di Bjorg erano apparse subito disperate. Non è servito a niente l’intervento immediato dei medici. Lambrecht non ce l’ha fatta, e l’intero mondo del ciclismo viene scosso da una tragedia inaspettata, che lascia tutti attoniti. Una vita spezzata sul più bello, una carriera che doveva ancora decollare, e un destino troppo crudele.

Tutto ciò è accaduto durante la terza giornata del Giro di Polonia, dove, ancora ignari di quanto accaduto, i corridori in corsa si sono dati battaglia nella volata di Zabrze. Inizialmente la vittoria è andata al campione olandese Fabio Jakobsen (Deceuninck-Quick Step), che viene squalificato successivamente per aver spinto nello sprint finale il francese Marc Sarreau (Groupama-FDJ). La giuria non perdona il gesto di Jakobsen, lasciando la vittoria al secondo classificato sulla linea del traguardo, l’attuale leader della classifica generale, il tedesco Pascal Ackermann (Bora-Hansgrohe). Secondo l’olandese Danny Van Poppel (Jumbo-Visma); terzo il danese Mads Pedersen (Trek-Segafredo). Ottavo Andrea Peron (Novo Nordisk).

150,5 km da Chorzów a Zabrze per la terza tappa del Giro di Polonia 2019. Una frazione dal percorso pianeggiante ma al contempo dinamico e tecnico per tutta la sua distanza. Parte la tappa e anche la fuga con il polacco Adrian Kurek (Nazionale Polonia), il russo Evgeny Shalunov (Rusvelo) e il francese Charles Planet (Novo Nordisk). Il terzetto guadagna subito un buon vantaggio, il gruppo acconsente al loro attacco; di fatti il loro vantaggio arriva anche a 5’40” dopo circa 40 minuti dalla partenza. Un distacco che non sale ulteriormente, mentre purtroppo, la pioggia si accanisce duramente sulla corsa. La tappa prosegue e finalmente il sole torna sulla corsa. Il vantaggio dei battistrada scende grazie al forcing della Bora-Hansgrohe del tedesco Pascal Ackermann che si portano a 2′ dal terzetto al comando. Dopo essere arrivati in prossimità di Zabrze, gli ultimi 25 chilometri, caratterizzati da un circuito finale da ripetere quattro volte, sono favorevoli ad un’ulteriore accelerata da parte del gruppo che si porta a soli 25″ da Kurek, Shalunov e Planet.

10 chilometri al traguardo e soli 10″ di vantaggio per i tre, il tutto sotto il forcing delle squadre del velocisti. Ma ecco che a 6 km dalla fine Planet cade in una curva dopo esser scivolato per via di una pozzanghera; anche Kurek rischia di finire a terra, e rimane solo al comando il russo Shalunov che resiste fino a 3000 metri dall’arrivo. Ed è qui che si organizzano le formazioni degli sprinter. Ultimo chilometro, gruppo allungatissimo, si porta davanti Bob Jungels (Deceuninck-Quick Step), ma arrivano i Bora-Hansgrohe con il super favorito Pascal Ackermann e John Degenkolb (Trek-Segafredo). Ecco che rientra da dietro Fabio Jakobsen (Deceuninck-Quick Step), che con una rimonta pazzesca, favorita anche dalla spinta ai danni di Marc Sarreau (Groupama-FDJ), vince, ma solo inizialmente, la tappa. La squalifica arriva molto presto, e il primato va a Pascal Ackermann.

Quello che accade successivamente è solo tanto silenzio al traguardo di Zabrze, quando i corridori vengono informati della morte di Bjorg Lambrecht, e tutto quello che è successo in volata non conta più nulla. Resta soltanto il ricordo di un giovane ragazzo scomparso mentre inseguiva i suoi sogni. 

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@lisa_guadagnini

Foto: Markus Wissmann / Shutterstock.com

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