Pallavolo

VIDEO Ivan Zaytsev: “Il mio futuro? A Modena ci sono cose da sistemare. Essere capitano dell’Italia è una figata”

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Ivan Zaytsev sta decidendo quale sarà il suo futuro, l’opposto della nostra Nazionale ha disputato l’ultima stagione a Modena spingendosi fino alle semifinali dei playoff scudetto (sconfitta nella gara-5 della semifinale contro Perugia) e alzando al cielo la Supercoppa Italiana. Lo Zar è di fronte a un bivio: rimanere in Emilia e giurare fedeltà ai Canarini sotto la guida del nuovo allenatore Andrea Giani oppure salutare la città e accettare nuove proposte? Il giocatore simbolo della pallavolo italiana ha parlato di sé durante Linea Diletta, intervistato ai fornelli da Diletta Leotta per DAZN.

Zaytsev parla proprio del suo futuro: “Mi metti un po’ in difficoltà. Modena è un bellissimo ambiente… lo scopriremo solo vivendo. Onestamente ci sono delle cose da risolvere, ci stiamo provando, ma vediamo…“.

Lo Zar è anche il capitano della Nazionale, pronto ad affrontare il torneo di qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020 che andrà in scena nel weekend del 9-11 agosto a Bari (affronteremo Serbia, Camerun e Australia): “Diventare capitano? Un orgoglio enorme. Sentire l’inno di Mameli prima delle partite è unico, mi dà sempre i brividi. Ed essere il capitano del più bel Paese del mondo è una figata“.

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Quest’anno il 30enne è stato allenato da Julio Velasco, il Guru del volley che pochi giorni fa ha annunciato il ritiro dall’attività: “Un grande personaggio, ha un carisma incredibile, una conoscenza della pallavolo mondiale che non ho mai trovato in nessun allenatore. Ha la grande capacità di tirare fuori il meglio dalle persone. Quando va tutto bene siamo tutti bravi. Quando le cose vanno male, lì viene fuori la dote di una squadra e Velasco ci ha aiutato molto. Non abbastanza da arrivare in finale scudetto, siamo usciti in semifinale, è l’appunto che faccio al coach: si poteva fare di meglio (ride, ndr)“.

Un giorno vedremo Ivan nei panni di allenatori?: “No. Sto dando tanto a questo sport, è un privilegio giocare a pallavolo, me l’ha trasmesso mio padre. E ne ho fatto un lavoro. Ma quando smetterò, sparirò, andrò in Polinesia (ride, ndr)”.

 

 

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Foto: Valerio Origo

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