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Tennis, Fed Cup 2019: le convocate dell’Italia ai raggi X. Come arrivano le azzurre alla “sfida salvezza” contro la Russia

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Sabato e domenica si giocherà Russia-italia, spareggio per non finire nella “Serie C” di Fed Cup, il teatro di gara sarà il CSKA Indoor Track and Field Complex di Mosca e la superficie sarà la terra battuta, al coperto. Vediamo come arrivano le convocate azzurre a una sfida che le vede sicuramente sfavorite contro la squadra di casa che sarà guidata da Daria Kasatkina e Anastasia Pavlyuchenkova.

CAMILA GIORGI (numero 31 del mondo)

L’eterna incompiuta del tennis italiano, anche per colpe non interamente sue ma anche di chi le sta vicino. Troppo spesso un potenziale immenso è stato vanificato da risultati altalenanti o addirittura non all’altezza, e l’inizio di quest’anno, dopo un 2018 in cui sembrava aver trovato maggior continuità tanto da arrivare al numero 26 del mondo, non ha fatto eccezione: 3 vittorie e 5 sconfitte, in particolare 2 partite perse su 2 nella sfida di Fed Cup di inizio febbraio contro le svizzere Belinda Bencic e Viktorija Golubic: era il match del suo rientro nella competizione dopo tre anni di rapporti molto travagliati con la Federtennis. Camila non vince un match dall’Australian Open dello scorso gennaio e nel 2019 non ha ancora giocato una volta sulla terra rossa. Precedenti assolutamente non incoraggianti ma, si sa, da Camila c’è da aspettarsi di tutto, nel bene e (speriamo di no) nel male.

MARTINA TREVISAN (numero 146 del mondo)

La sua è stata una carriera particolare come nessuna per l’Italia in campo femminile: dopo aver fatto sognare gli appassionati italiani a livello juniores coi suoi risultati e col suo gioco, in particolare col suo spettacolare dritto mancino, è stata poi ferma per quasi cinque anni per problemi fisici ma soprattutto personali molto seri. Nel 2014 è tornata a giocare a livello agonistico e piano piano ha risalito la china tanto da vincere 8 tornei ITF, tutti su terra rossa, tra il 2014 e il 2017, anno in cui è arrivata al suo miglior ranking, numero 144, e in cui ha esordito in Fed Cup, prima in doppio e poi in singolare battendo la tennista di Taiwan Ya-Hsuan Lee per 12-10 al terzo set. Il suo bilancio complessivo nel 2019 è di 7 vittorie e 8 sconfitte e una qualificazione al tabellone principale dell’Australian Open mancata di poco, ma la 25enne nativa di Firenze quest’anno ha finalmente vinto a Charleston il suo primo match in un tabellone principale del circuito WTA. Speriamo che la Fed Cup, qualunque sia il risultato, le dia ulteriore slancio verso l’entrata tra le prime 100 giocatrici del mondo.

JASMINE PAOLINI (numero 178 del mondo)

La 23enne toscana di Bagni di Lucca è la più giovane della compagine azzurra ma ha già giocato più volte in Fed Cup specialmente in doppio, mentre in singolare ha perso due incontri su due. Vanta scalpi importanti contro due delle protagoniste di questa sfida, una se la ritroverà insieme in squadra, e cioè Sara Errani, che ha sconfitto in tre set nove giorni fa nel secondo turno delle qualificazioni di Bogotà, mentre l’altra è nientemeno che la numero uno russa Daria Kasatkina, che ha battuto l’anno scorso a Praga addirittura in due set. Vanta 7 titoli nei tornei iTF, l’ultimo a Curitiba lo scorso mese, il più prestigioso è stato il 100.000 dollari di Marsiglia del 2017, che le fece da trampolino per arrivare al suo miglior ranking, il 130. Grazie alle sue belle prestazioni negli ITF ma anche a quella di Bogotà, dove da qualificata ha superato anche il primo turno, il suo bilancio stagionale è di 15 vittorie e 10 sconfitte.

SARA ERRANI (numero 203 del mondo)

Tutti gli appassionati italiani sanno quanto la 31enne nata a Bologna e cresciuta a Massa Lombarda abbia dato al tennis italiano, comprese tre delle quattro vittorie in Fed Cup (2009, 2010 e 2013), ma tutti conoscono anche il calvario della romagnola negli ultimi due anni a causa della squalifica per doping in due riprese. Tornata a giocare a febbraio dopo otto mesi di stop forzato, il suo bilancio nel 2019 è di 5 vittorie e 8 sconfitte ma questa settimana ha guadagnato 40 posizioni nella classifica mondiale perché a Bogotà da lucky-loser ha superato due turni. Quella attuale non è neanche lontanamente la miglior Sara Errani, quella per intenderci che tra il 2012 e il 2013 raggiunse una finale e due semifinali Slam, ma c’è bisogno della sua esperienza e grinta in campo e della sua carica fuori dal campo nei confronti delle più giovani compagne, nella speranza che magicamente possa ritrovare il gioco non diciamo dei suoi giorni migliori ma quasi.

 

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Foto: Shutterstock.com

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