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Sci alpino, Coppa del Mondo Bormio 2018: una discesa libera senza un vero favorito, chi sarà il padrone della Stelvio?

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Dopo il break dovuto alle festività natalizie, torna la Coppa del Mondo di sci alpino 2018/19, con l’ultimo appuntamento prima di Capodanno, ovvero la due-giorno di Bormio. Sulle neve della Valtellina, infatti, andranno in scena una discesa libera (domani alle ore 11.30) ed un supergigante (venerdì alle 11.45), con gli uomini-jet pronti a darsi battaglia sulla Stelvio, una pista con punti tecnici e selettivi e altri nei quali si toccano velocità davvero ragguardevoli.

In questo primo scorcio di stagione, la disciplina più veloce, non ha visto un vero e reale padrone. Tre gare, altrettanti vincitori (Max Franz a Lake Louise, Beat Feuz a Beaver Creek e Aleksander Aamodt Kilde in Val Gardena) e la sensazione che non ci sia un unico favorito per le gare di discesa in questa annata. L’equilibrio regna sovrano, e anche mostri sacri come Aksel Lund Svindal, non sempre riescono a primeggiare.

Per quanto riguarda la prova di Bormio, poi, il discorso si fa ancora più ampio. Guardando alle statistiche, la Stelvio è il terreno di caccia preferito per la pattuglia austriaca con ben tredici successi nelle edizioni disputate dal 1993 ad oggi, ma anche gli italiani, specialmente negli ultimi anni, sono stati in grado di farsi valere, con due vittorie di Dominik Paris ed una di Christof Innerhofer. Proprio questi due atleti sono le grandi speranze azzurre sulla pista lombarda, vantando un inizio di stagione decisamente positivo. Paris è reduce da diverse stagioni ai piani alti della classifica ed è sempre tra i papabili al successo, mentre Innerhofer, dopo qualche battuta d’arresto di troppo, si è ripresentato al meglio in questa nuova Coppa del Mondo, e sembra tornato ai suoi migliori livelli.

Vedremo, dunque, chi sarà il nuovo “Re” della Stelvio, e saprà destreggiarsi al meglio su una pista quanto mai complicata, tra i salti dell’Ermellino e della Rocca, il piano dell’Orso (di quasi mezzo chilometro) da affrontare con la giusta velocità, per non perdere troppi decimi, fino al tratto conclusivo con i Prati del Ciuk ed il muro di San Pietro, dove si superano i 140kmh.

 

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alessandro.passanti@oasport.it

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Foto: Max Franz cristiano barni / Shutterstock.com

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