Ciclismo

Ciclismo, Peter Sagan: “La Milano-Sanremo un sogno, proverò la Liegi. La Bora è fortissima per le Classiche”

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La Bora-hansgrohe sta svolgendo un ritiro a Maiorca, la corazzata tedesca si appresta a vivere una grande stagione nel World Tour e il periodo di preparazione in terra iberica sarà fondamentale per mettere fieno in cascina. La squadra si è rafforzata molto con gli arrivi di Maximilian Schachmann, Oscar Gatto e Jempy Drucker ma la stella indiscussa è sempre Peter Sagan: il tre volte Campione del Mondo non indosserà la maglia iridata (cosa che non accadeva dal 2015), lo slovacco nutre importanti ambizioni come ha dichiarato in un’intervista concessa a Cyclingnews, affermando anche che per il prossimo anno la Bora sarà il team più completo per le Classiche.


Il 28enne ha elogiato il lavoro del team: “Cresciamo ogni anno ed è bello vedere questi miglioramenti. Gatto porterà tanta esperienza e sarà importante in diverse circostanze, sappiamo che lavorerà tanto e che ha un gran motore, sa cosa fare e non commetterà errori. Qui ci sono tanti ottimi corridori che lavoreranno per me ma anche io dovrò essere pronto per ottenere il massimo risultato. La Quick-Step Floors ha vinto tante gare non perché ha i migliori corridori ma perché ha una squadra forte con cui sviluppare dei tatticismi in gara“.

Peter Sagan parteciperà alla Liegi-Bastogne-Liegi: “Vedremo cosa potrò fare, non l’ho mai disputata e sicuramente sarà l’occasione per fare esperienza. Andrò senza aspettative, magari salterò anche la Freccia Vallone ma molto dipenderà da come uscirò dalla Parigi-Roubaix“. L’obiettivo principale della primavera resta la Milano-Sanremo: “Mi allenerò e sarò pronto ma non è una corsa che non puoi prevedere, non puoi presentarti alla partenza e pensare che quel giorno sarai il migliore, ci sono tantissimi fattori: è differente da altre cose come il Fiandre dove se sei il più forte e hai un po’ di fortuna vinci. Proprio questo la rende una corsa così speciale per me, la più lunga, la più facile da completare, ma la più difficile di tutte perché non sai cosa può succedere. Un anno ho trovato un cane davanti a me durante la discesa del Poggio, lo ho saltato ma la mia ruota posteriore lo ha toccato e ho sprintato con una ruota che toccava i freni“.

 

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Foto: Marian Weyo / Shutterstock.com

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