Formula 1

Futuro incerto per l’Alfa Romeo in F1. L’addio di Sergio Marchionne ha mutato gli scenari?

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Siamo al giro di boa del Mondiale di Formula Uno 2018. La Mercedes è davanti nella classifica piloti con Lewis Hamilton (213 punti) e nella classifica dei costruttori con 10 lunghezze di vantaggio sulla Ferrari. La seconda parte di stagione si preannuncia, dunque, assai combattuta tra le due grandi rivali. Scorrendo la classifica, concentriamo la nostra attenzione sull’Alfa Romeo-Sauber, penultimo team nella graduatoria con 16 punti, molti dei quali ottenuti grazie al talento del monegasco Charles Leclerc.

Leclerc, cresciuto nell’Academy della Ferrari e campione del mondo di Formula 2 nel 2017, fa parte di un progetto ideato dall’ex presidente del Cavallino Rampante Sergio Marchionne (recentemente scomparso), volto a rilanciare il marchio della Casa di Arese nel mondo delle corse.

Una scelta commerciale, in primis, per promuovere il brand e in prospettiva per rendere l’Alfa Romeo anche un team a tutti gli effetti su una base tecnica, visto il legame con Ferrari rappresentato dalla fornitura dei propulsori del Cavallino e dall’arrivo di Simone Resta alla direzione del reparto tecnico Sauber. L’idea di un junior team, palestra dei talenti da far crescere, era il fine ultimo dichiarato apertamente da Marchionne stesso.

Un piano che però, con la sua morte, potrebbe essere messo in discussione dai nuovi dirigenti della Rossa. Sul futuro della scuderia italo-svizzera c’è un grosso punto di domanda, visto che bisognerà valutare quanto a Maranello vogliano investire dal punto di vista economico in una sfida non facile che però ha i suoi vantaggi in termini agonistici. Non resta che attendere.

 





 

giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

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