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500 Miglia Indianapolis 2018: i favoriti. Ed Carpenter in pole position, ma occhio al team Penske. Ultima gara per Danica Patrick

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Domenica sarà una giornata imperdibile per gli appassionati dei motori. Prima il GP di Monaco, la gara più glamour della Formula 1; poi, praticamente a seguire, la 500 Miglia di Indianapolis, la corsa più affascinante che si tiene negli States. Quest’anno non ci sarà Fernando Alonso, ma lo spettacolo non mancherà di certo, come sempre d’altronde nelle gare sull’ovale più famoso del mondo.

Trovare un solo favorito è complesso, proprio per la particolarità di una gara apertissima a colpi di scena e incerta fino alla bandiera a scacchi. A scattare dalla pole position in questa edizione sarà Ed Carpenter: si tratterà della terza partenza dal palo, in una gara che non è mai riuscito a vincere (miglior risultato un quinto posto). Questo potrebbe essere l’anno giusto, non solo per lui (che ha assicurato di aver imparato tanto dalla prima volta in cui si è trovato in pole ad Indy) ma anche per la sua squadra, di cui è fondatore e proprietario dal 2012, partecipando alla Indycar Series ma gareggiando solo sugli ovali (Luca Filippi ha corso per lui sui circuiti stradali, nel 2015, anno in cui la squadra si chiamava CFH Racing). in settima posizione, infatti, partirà Danica Patrick, che a 36 anni ha scelto proprio la 500 Miglia di Indianapolis come ultima gara della carriera.

Resta però il team Penske quello da battere. Carpenter, infatti, ha fatto da guastafeste, perché la prima fila poteva essere tutta della squadra della Carolina del Nord: in seconda posizione, infatti, partirà Simon Pagenaud, protagonista della Indycar Series negli ultimi due anni (vittoria nel 2016, secondo nel 2017), ma mai ad Indianapolis; accanto a lui, invece, ci sarà Will Power, vincitore del GP che si tiene all’interno (e su parte) dell’ovale (ripercorrendo la pista prima utilizzata dalla F1), che tradizionalmente si corre il sabato che precede di due settimane la 500 Miglia. Non solo, l’australiano l’ha vinta anche nel 2015 e lo scorso anno, ma non è poi mai riuscito a ripetersi nella gara più famosa (secondo nel 2015).

Il terzo pilota del team Penske apre la seconda fila ed è Josef Newgarden: è il campione in carica della Indycar Series e il leader dell’attuale classifica, ma nella 500 Miglia questo conterà praticamente zero, perché si tratta di una gara che fa storia a sé. Lo sa bene il francese Sebastien Bourdais, protagonista della stagione (è terzo in classifica) e soprattutto Alexander Rossi, altro ex pilota di F1 presente, che due anni fa scioccò il mondo vincendo ad Indy da rookie. Quest’anno, però, partirà 32°.

In sesta posizione, invece, Spencer Pigot, mentre per trovare i primi ex vincitori della gara bisogna arrivare fino all’ottava, dove troviamo in sequenza Helio Castroneves, Scott Dixon e Tony Kanaan. Il pilota del team Penske lo scorso anno terminò in seconda posizione ma ha vinto tre volte ad Indy (l’ultima nel 2009). Ci riproverà quest’anno, quindi, proprio come l’australiano e l’altro brasiliano, tutti e tre clienti scomodissimi in una gara del genere.

Altri piloti da tenere in particolare attenzione, poi, ci sono Ryan Hunter-Reay, che scatterà dalla quinta fila, e il giapponese Takuma Sato, che apre la sesta fila e che è chiamato alla riconferma, dopo che nel 2017 ha approfittato del caos finale per diventare il primo asiatico a trionfare sull’ovale più famoso del mondo. Da segnalare, infine, l’assenza di James Hinchcliffe, che non è riuscito a qualificarsi mancando il primo giro (subito dopo la pioggia) e cedendo nel secondo per un problema alla vettura.

 





 

alessandro.tarallo@oasport.it

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Foto: profilo Twitter Indy 500

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