Ciclismo

Tirreno-Adriatico 2018, Michal Kwiatkowski spaventoso. Forma stratosferica, favorito numero uno per la Milano-Sanremo

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“La Tirreno-Adriatico è il successo in una corsa a tappe più importante della mia carriera. È una corsa bellissima con un trofeo stupendo. È anche una delle corse più dure. È stata una settimana difficile per il Team Sky. Abbiamo avuto un po’ di sfortuna con Geraint Thomas ma alla fine eravamo davvero motivati per fare bene. Ci siamo riusciti. Questo trofeo mi dà una sensazione meravigliosa. Sono fiducioso nel Team Sky, mi aiuteranno al meglio nel tentativo di vincere nuovamente la Milano-Sanremo” parole piene di fiducia ed entusiasmo per Michal Kwiatkowski nel post gara di oggi, dopo essere stato incoronato vincitore della Tirreno-Adriatico.

Il polacco si è dimostrato in formissima in questo inizio di stagione, è andato a chiudere un cerchio meraviglioso, aggiungendo al suo ricchissimo palmares (nonostante la giovanissima età), il successo in una corsa a tappe come quella dei Due Mari, che va a sommarsi alle vittorie della Strade Bianche e della Milano-Sanremo 2017. Sabato l’ex campione del mondo si ritroverà alla partenza di Milano con i panni di super favorito, che non gli erano stati assegnati nella scorsa stagione, dove riuscì a sorprendere un Peter Sagan che sembrava essere pronto a trionfare in maglia iridata.

Le sensazioni giuste comunque sono arrivate sin dalle prime settimane di questo 2018. Alla Volta ao Algarve em Bicicleta, in Portogallo, il polacco del Team Sky ha dato davvero spettacolo facendo man bassa di vittorie: due successi parziali, la classifica generale e quella a punti. La prestazione convincente invece non c’era stata alla Strade Bianche, falcidiata dal maltempo: il capitano della formazione britannica non è riuscito ad esprimersi al meglio. Sul Poggio però sarà tutta un’altra storia: sarà fondamentale riuscire a guadagnare spazio per staccare gran parte dei velocisti e giocarsi le proprie chance in uno sprint ristretto, come successo l’anno scorso. Magari l’attacco giusto potrebbe essere lanciato proprio in discesa, o sul falsopiano: servirà fare corsa dura per distruggere il plotone, sempre più ricco di velocisti resistenti.

 

Foto: Valerio Origo





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