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Rally, chi è Eugenio Amos? L’Italiano che sta stupendo tra le auto alla Dakar 2018

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La Dakar è da sempre una delle gare rallystiche più affascinanti del pianeta. Migliaia di chilometri tra lande sconfinate, deserto, dune e sabbia. Un serbatoio di storie tra piloti e personaggi che vogliono mettersi alla prova di fronte ad una delle corse più dure del mondo. Una delle sorprese di questi primi giorni si chiama Eugenio Amos, pilota azzurro che nella quarta tappa delle auto ha stupito tutti piazzandosi al quinto posto.

CHI È – Nato in Canada, Eugenio è a tutti gli effetti italiano. 32 anni, è sposato con Margherita Missoni, ereditiera della famiglia proprietaria del famoso marchio di moda. Amos, però, è noto soprattutto per le sue avventure nel mondo delle corse. Ha ovviamente cominciato in pista, nel circuito delle GT Endurance Series, prima di subire il fascino della sabbia e della polvere dei rally raid. Una predisposizione naturale, dal momento che il padre ha già corso la Dakar in passato, nei camion. Le prime partecipazioni sono state al volante della Polaris Razor prima di lanciarsi in una nuova sfida nell’edizione 2018.

LA NUOVA SFIDA – Amos è passato alle due ruote motrici. Gareggia sempre nella auto ma al volante di una buggy motorizzata Ford del team 2WD, la stessa portata in gara qualche anno fa da Carlos Sainz. Una sfida difficile, che Eugenio ha raccolto alla grande, creando un binomio sorprendente con la vettura. Coadiuvato dal navigatore francese Seb Delauney, il pilota italiano ha testato la sua vettura prima nel Silk Way Rally, poi in Marocco, con discreti risultati. Da qui, dunque, l’avventura alla Dakar, con la consapevolezza di poter sorprendere alla guida di un mezzo su cui sembra trovarsi a proprio agio.

AMBIZIONI – Amos si sta ben comportando nell’edizione numero 40 del rally raid più famoso del mondo. “È una corsa più di testa che di piede“, diceva prima della partenza ed i fatti lo stanno dimostrando. Amos sta guidando bene, senza prendere eccessivi rischi, superando le insidie che si presentano di volta in volta lungo il percorso e accelerando e spingendo nei tratti in cui è possibile farlo. Oltre a sfruttare qualche “trucchetto”, come da lui stesso rivelato dopo la tappa di ieri. “Si partiva a gruppi di quattro auto – ha dichiarato a varesenews.it noi ci siamo posizionati una trentina di metri dietro la linea del via dove c’erano gli altri che, però, hanno faticato a scattare per via della sabbia soffice. Noi di fatto ci siamo lanciati su un tratto di sabbia più dura, abbiamo preso subito velocità e superato le altre tre vetture. In questo modo, dopo i primi 14 chilometri sulla spiaggia, siamo entrati per primi nel successivo tratto tra i canyon dove si alzava molta polvere“. Una mossa premiata dal risultato, che lo ha proiettato in sesta posizione in classifica generale. “Questa posizione mi preoccupa“, ha dichiarato Amos a La Gazzetta dello Sport. L’obiettivo era arrivare al riposo nei primi 10 ma come 9° e mezzo. Ora dovremo stare attenti e gestire bene. Aspettiamo che gli altri si rompano e, passate le dune, sulle piste veloci potremo dire la nostra“.

 





 

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alessandro.tarallo@oasport.it

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Foto: pagina Facebook Dakar

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