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Vela, un 2017 positivo per l’Italia. Una bella nidiata di giovani, non sprechiamola

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È stato un 2017 più che positivo per l’Italia della vela. Un’annata proficua e ricca di risultati, tra conferme e belle scoperte. Non solo per i grandi, ma anche per i giovani. La scorsa settimana, infatti, il Bel Paese ha trionfato ai Mondiali Youth, vincendo la classifica a squadra con un totale di quattro medaglie, un oro, un argento e due bronzi. È pur vero che solo due di queste quattro medaglie sono arrivate in classi olimpiche, ma sono comunque risultati che la dicono lunga sulla bontà del lavoro svolto e sullo stato di un movimento uscito alla grande dalla batosta olimpica di Rio 2016.

Giovani che ben figurano anche tra i grandi. Il volto del 2017 della vela italiana è senza dubbio Francesco Marrai, assoluto protagonista del Laser Standard mondiale a soli 24 anni. Lo dicono i risultati: vittoria al Princesa Sofia e secondo posto in Coppa del Mondo, prima del nono posto ai Mondiali e l’argento agli Europei. Prestazioni accompagnate anche da un pizzico di rammarico, soprattutto i due secondi posti, arrivati con performance non eccelse nelle Medal Race, finora tallone d’achille del pisano. La base, però, è più che ottima, così come per il suo coetaneo Giovanni Coccoluto, capace anche lui di giocarsela con i migliori nelle competizioni a cui ha preso parte.

Giovani in rampa di lancio anche nella classe RS:X. La principale esponente del movimento è senza dubbio ancora Flavia Tartaglini, 32 anni, bronzo agli Europei, ma alle sue spalle crescono nuovi talenti. Su tutti quello di Mattia Camboni, anche lui sul podio continentale a soli 21 anni. La stessa età di Marta Maggetti, capace di lottare con le migliori nel test event di Aarhus, sede del Mondiale del prossimo anno. La sorpresa più bella è stata senz’altro Carlo Ciabatti, campione del mondo giovanile, che a 19 anni è entrato di prepotenza sulla scena dei più grandi, guadagnandosi già il diritto di partecipare alla prossima Coppa del Mondo.

Segnali positivi anche dal 49er, dove dietro ai più esperti Uberto Crivelli Visconti e Gianmarco Togni hanno saputo farsi strada Jacopo Plazzi e Andrea Tesei, bronzo agli Europei al primo anno insieme. Situazione ancora più positiva nel 470, quella che più ha sorpreso in questo 2017. Su tutti Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò. Campioni europei juniores lo scorso anno, in questa stagione hanno sfiorato il podio ai Mondiali di categoria, ma sono stati in grado di ben figurare anche tra i grandi, con il decimo posto agli Europei, il sesto ai Mondiali e soprattutto il bronzo alle Finali della Coppa del Mondo. Futuro roseo anche tra le donne, dove dietro alle brillanti Elena Berta e Sveva Carraro (argento europeo) spiccano le coppie Ilaria Paternoster-Bianca Caruso e Benedetta Di Salle-Alessandra Dubbini, terze e quarte ai Mondiali juniores.

Un discorso a parte lo meritano Ruggero Tita e Caterina Banti, tra i migliori al Mondo nel Nacra17. La coppia è nata tra mille polemiche, con il divorzio tra Banti e Vittorio Bissaro a stagione già cominciata, ma i due sono rimasti in silenzio di fronte alle critiche ed hanno risposto alla grande in acqua, combinando al meglio l’esperienza di Caterina e la freschezza di Ruggero (25 anni). La coppia ha ottenuto ottimi risultati durante l’anno, cambiando passo nell’estate, quando ha dimostrato di sapersi adattare in maniera ottimale all’introduzione dei foil, centrando il titolo europeo e il terzo posto mondiale.

Giovani in rampa di lancio anche nelle altre classi. Nel Finn gli azzurri non sono riusciti ad essere competitivi nemmeno a livello continentale ma si intravedono giovani di talento come Federico Colaninno, campione del Mondo Under 19, e Matteo Savio. Nel Laser Radial la sola Silvia Zennaro non basta, ma dietro di lei ci sono Joyce Floridia, Carolina Albano e Valentina Balbi, chiamate a fare uno step in più nel 2018.

Il 2017 dell’Italia della vela è quindi servito per creare una base in vista di Tokyo. Una base larga, competitiva e soprattutto giovane. Qualche dettaglio da limare ancora c’è, così come in alcune classi c’è bisogno di lavorare più che in altre, ma la strada verso le Olimpiadi del 2020 è cominciata bene.



 

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alessandro.tarallo@oasport.it

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Foto: pagina Facebook Francesco Marrai

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