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Equitazione, Completo. Tre inadempienze sulla reperibilità, il Tribunale antidoping raddoppia a 12 mesi la squalifica di Pietro Roman

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Brutte notizie per l’equitazione italiana: la squalifica di Pietro Roman raddoppia da sei a dodici mesi. Il cavaliere romano era stato fermato dal Tribunale nazionale antidoping durante lo scorso mese di giugno per aver compiuto la terza inadempienza nell’ambito delle norme relative alla reperibilità imposta agli atleti olimpici e aveva ricevuto in prima istanza una squalifica di sei mesi.

La Procura nazionale antidoping, tuttavia, ha deciso di fare ricorso e la II sezione del Tribunale ha deciso pertanto di rivalutare la posizione di Roman, estendendo la squalifica a 12 mesi. Figlio di Federico Roman, oro olimpico a Mosca ’80 nel concorso individuale, Pietro Roman dovrà restare dunque ai box fino al 21 marzo 2018. Una brutta tegola per l’Italia, dato che il 28enne romano nel corso degli Europei di Completo 2017, a Strzegom, era stato il migliore degli azzurri, avendo concluso la prova individuale al 13° posto e avendo trascinato il team fino al 4° posto nella prova a squadre.

Grande interprete del Cross Country e indicato tra gli atleti di punta dell’Italia nella specialità più ricca dell’equitazione, Roman aveva anche partecipato ai Giochi Olimpici di Rio 2016, chiudendo al 23° posto nella prova individuale di Completo in sella a Barraduff e al nono posto con il team Italia.



mauro.deriso@oasport.it

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Foto: FISE

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