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Nuoto, Paolo Barelli: “E’ stato un campionato del mondo eccezionale per noi. Bisogna investire nelle strutture per essere ancora più competitivi”

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Nell’ultimo giorno dei Mondiali di nuoto è tempo di bilanci in casa Italia e spetta, come da tradizione, al presidente Paolo Barelli esprimere la propria posizione, commentando i risultati maturati dall’Italia in questa edizione iridata di Budapest, coincidenti in 4 ori, 3 argenti e 9 bronzi (16 medaglie).

“E’ stato un campionato del mondo eccezionale per i nostri colori – le prime parole di Barelli –  Partendo però dalle poche cose che non sono andate bene, cioè la pallanuoto, oserei dire che ci facilita in prospettiva del prossimo Mondiale perchè altrimenti sarebbe stato difficile confermare le medaglie vinte. Per quanto concerne il Settebello è stato penalizzato per una questione di differenza reti, avendo poi un percorso molto più complicato, mentre le ragazze si sono un po’ perdute nella partita contro la Russia. Forse manca questo ma credo che nel complesso, abbiamo ottenuto medaglie anche insperate e questo parla chiaro della nostra prestazione complessiva. E’ un esempio la medaglia di bronzo conquistata da Alessandro De Rose nei tuffi dalle grandi altezze. Il sincronizzato si è comportato alla grande ottenendo anche una medaglia d’oro (Giorgio Minisini-Manila Flamini), il nuoto di fondo ha vinto la classifica a squadre. Nei tuffi ripartire dopo il ritiro di Tania Cagnotto non era facile e siamo riusciti con due atleti ad andare a medaglia e ce ne sono altri che ci fanno ben sperare per il futuro.

Il presidente si sofferma poi sui riscontri in del nuoto in piscina: “Faccio i miei complimenti a Federica Pellegrini, penso al podio di Simona Quadarella nei 1500 stile libero (bronzo) e dei due ragazzi Gabriele Detti e Gregorio Paltrinieri, eccezionali in questa vasca. Grandi atleti ma anche un movimento giovanile in fermento come dimostrato nelle recenti competizioni che si tenute (Eyof 2017, secondi nel medagliere) a dimostrazione che lo stato di salute di questa specialità è decisamente buono”.

Barelli chiosa sulla grande differenza tra Ungheria ed Italia relativa agli impianti: “Questo Paese non ha solo la Duna Arena ma anche altre strutture adeguate ad ospitare gli atleti e metterli nelle migliori condizioni per allenarsi. In Italia, invece, c’è quasi l’assuefazione alla precarietà e questo è un aspetto negativo su cui bisogna lavorare affinché il nostro gruppo possa avvicinarsi ai vertici e le società non vadano lasciate sole“.

 

 

giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

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Foto:profilo twitter Stefano Rubaudo

 

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