Formula 1

F1, GP Gran Bretagna 2017: la Mercedes è tornata superiore. Ferrari, le chiavi per reagire in ottica iridata

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Il Gran Premio di Gran Bretagna, decima prova del Mondiale 2017 di F1, ha rappresentato, con riguardo alla stagione corrente, la prima vera batosta patita dalla Ferrari nei confronti della Mercedes. In parte messa in preventivo, perché tradizionalmente le curve di medio-alta velocità di Silverstone esaltano le qualità della vettura tedesca, ma ciò non toglie che la paga presa è stata importante, tanto sul giro singolo quanto, ancora di più, sul ritmo gara. A testimonianza di ciò vi è quanto accaduto nel finale di corsa, con Kimi Raikkonen prima e Sebastian Vettel poi vittime, a distanza di un giro l’uno dall’altro, di una foratura allo pneumatico anteriore sinistro. Le cause sono ancora da accertare, ma il dato di fatto è che qualcosa, nella gestione delle gomme, non ha funzionato come avrebbe dovuto, accomunando per la prima volta in questo campionato la Ferrari a scuderie, quali Red Bull e Renault, che hanno registrato il medesimo problema, ma che a livello di prestazioni sin qui non sono mai potute essere messe a paragone con l’auto del team di Maranello. Il tutto stride, a maggior ragione, se si pensa alla perfezione esibita dalla Mercedes, con una gestione del degrado delle Pirelli impeccabile, che ha permesso tanto a Lewis Hamilton, quando a Valtteri Bottas, di imprimere un ritmo indiavolato alla corsa, spingendo e gestendo a seconda delle necessità come mai prima si era visto nel confronto diretto con la “rossa”.

Non resta che rimboccarsi le maniche, perché, se non altro, un dato positivo può essere ricavato dal fine settimana inglese: Vettel è infatti ancora in testa alla classifica Mondiale piloti, seppur per appena un punto rispetto al tre volte campione del mondo britannico. Prima di cantare il de profundis è corretto continuare a valutare l’andamento della competizione tra le due scuderie, a partire dal prossimo Gran Premio in calendario, previsto per fine Luglio sull’Hungaroring di Budapest. Tracciato, questo, che per caratteristiche dovrebbe arridere maggiormente alla Ferrari, essendo un circuito permamente ma con lo spirito di un cittadino, stante il disegno angusto che lo connota. E’ dunque lecito aspettarsi una reazione convincente dalla scuderia italiana, che potrebbe riuscire a sfruttare il passo corto che, come si è visto a Montecarlo, può tornare utile su circuiti con un layout guidato e pochi tratti di alta velocità. Se i valori in campo, al contrario, dovessero mantenersi similari a quelli visti a Silverstone, allora si che a Maranello dovrebbero iniziare a preoccuparsi seriamente. Perché fin qui si è giocato sul filo dei dettagli, e non c’era mai stata una differenza così importante tra i due team rivali, tale da far pensare ad una supremazia dell’uno rispetto all’altro. Confermare tale tendenza, per di più alla vigilia di due gare come Spa e Monza, non sarebbe un viatico positivo in vista della porzione finale di stagione.

davide.brufani@oasport.it

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