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Lotta, Riccardo Abbrescia in esclusiva: “Mi sto allenando duramente per vincere. Prossimo obiettivo, i Mondiali under 23”

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Classe 1995, Riccardo Abbrescia è uno dei rappresentanti di spicco della nuova generazione di greco-romanisti azzurri. Nel 2011 ha conquistato la medaglia di bronzo agli Europei cadetti, mentre quest’anno si è classificato quinto nella rassegna continentale under 23 ed ha raggiunto i quarti in quella assoluta. Nel fine settimana appena trascorso, inoltre, ha vinto, per la terza volta in carriera, il Trofeo Milone di Sassari.

Riccardo Abbrescia, quest’anno hai disputato due competizioni continentali, chiudendo quinto nella rassegna europea U23 ed arrivando ai quarti di finale in quella Senior. Qual è il tuo bilancio dei due tornei?

Per quanto riguarda il bilancio delle competizioni, devo dire che agli Europei under 23 mi sono preparato molto bene, abbiamo fatto un collegiale con la nazionale in Bulgaria di tre settimane. Sono arrivato in forma, e in gara ho dato tutto quello che potevo, nella finale per il terzo posto ho fatto un errore che mi è costato la medaglia, poi ci sarà stato anche qualche sbaglio da parte dell’arbitro, ma l’errore principale l’ho fatto io. Agli Europei senior, invece, potevo dare molto di più: ci siamo preparati due settimane in Ucraina insieme alla nazionale serba, ci siamo allenati bene ed in gara ho lottato abbastanza bene, con il tedesco (Timo Badusch, ndr) non ho avuto molte difficoltà, mentre con il francese (Evrik Nikoghosyan, ndr) dopo avergli preso i due punti per un errore di distrazione e posizione mi sono fatto tirare una tecnica da quattro punti e non sono riuscito a ribaltare il risultato. Comunque, tutto sommato, sono soddisfatto di entrambe le gare, e adesso con il mio allenatore della nazionale stiamo correggendo gli errori e cercheremo di fare una buona gara ai Mondiali under 23 (si terranno a Bydgoszcz, in Polonia, dal 21 al 26 novembre, ndr)”.

A Novi Sad sei stato l’unico azzurro ad ottenere una vittoria nella greco-romana. Cosa manca all’Italia rispetto ai Paesi dominatori in questo stile?

L’italia, a mio parere, rispetto alle altre nazioni non è molto competitiva per vari motivi… uno di questi potrebbero essere i college sportivi che in molte altre nazioni ci sono, ovvero gli atleti più bravi entrano in questo college dove si possono allenare ed avere anche la possibilità di continuare a studiare, oppure un altro motivo è che, arrivati a una certa età, non tutti gli atleti riescono ad entrare in un gruppo sportivo, quindi, costretti a lavorare, dedicano meno tempo alla lotta e questo non gli permette di allenarsi abbastanza da arrivare ad alti livelli“.

Dopo i ritiri di Andrea Minguzzi e Daigoro Timoncini, la greco-romana italiana è alla ricerca di un nuovo leader. Ti senti pronto a raccogliere il testimone?

È presto per parlare di questo, comunque stiamo parlando di due grandi atleti che hanno avuto grandi risultati nella lotta italiana, e prima di arrivare ai loro livelli ne devo fare di strada. Però mi sto impegnando e mi sto allenando duramente appunto per vincere e magari un giorno riuscirò a prendere il testimone“.

Recentemente hai partecipato al Trofeo Milone di Sassari. C’era un solo avversario, ma vincere fa sempre bene. Com’è andata in Sardegna?

In Sardegna è andata bene, nella mia categoria c’eravamo io e un coreano (Shin Dong-Su, ndr), non è stata una gara molto impegnativa, ma mi è servita per vedere come ero messo a livello di preparazione, e sopratutto ho usato quell’incontro per provare tutto ciò che sto facendo in questo periodo in nazionale. Alla fine è andata bene, sono riuscito a prendere sei punti alla prima ripresa e poi ho gestito l’incontro come mi avevano detto Emil (Ivanov, ndr) e Daigoro (Timoncini, ndr), aspettando che lui sbagliasse. Infatti, per cercare di recuperare i punti, si è scoperto e sono riuscito a prendere i due punti mancanti per terminare l’incontro“.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi ed i tornei ai quali parteciperai?

Il mio prossimo torneo sarà in Polonia (Open di Varsavia, dal 7 al 9 luglio, ndr), un torneo senior di alto livello. Anche questo è un torneo di controllo per mettere in pratica tutto il lavoro che si sta facendo. Il mio obbiettivo in questo momento sono i Mondiali under 23: è la gara dove posso rendere di più perché comunque avrò avversari della mia stessa età e della mia stessa portata. Per ora il mio obbiettivo è questo. Dopo vedremo, bisogna fare un passo alla volta“.

Torniamo alle origini della tua carriera sportiva: come ti sei avvicinato alla lotta?

Alla lotta mi ci ha portato mio padre. Ho provato da piccolo con il nuoto, poi con il calcio, ma non facevano per me. Poi, un giorno, mio padre, anche lui lottatore, mi ha detto di provare con la lotta. Così, all’età di otto anni mi sono allenato nella palestra di Mimmo Giuffrida, mio padrino di battesimo, tra l’altro, nello Sporting Vlub Villanova. E lì sono cresciuto ed ho avuto le mie prime vittorie in Italia e all’estero”.

Perché un ragazzo dovrebbe scegliere la lotta? Facci uno spot per la tua disciplina.

Beh, questa è una bella domanda! La lotta è uno sport molto impegnativo e molto faticoso, c’è bisogno di un carattere molto forte per poterla fare ad alti livelli, e non tutti sono disposti a fare questi grandi sacrifici, per questo io dico: la lotta non forma il carattere, ma lo rivela“.

Al di là della lotta, quali sono i tuoi impegni e le tue passioni?

Partiamo dal fatto che la lotta impegna gran parte della mia giornata, però ovviamente anche io ho dei momenti di stacco. In quel caso vado un po’ a casa dai miei, oppure esco con i miei amici. Non ho altre passioni in generale, di solito quando non mi alleno cerco di fare qualcosa che mi faccia staccare la spina e rilassarmi un po’. Anche perché staccare la spina ogni tanto fa bene a livello mentale, ti aiuta a non rendere tutto così stressante“.

giulio.chinappi@oasport.it

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Immagine: Fijlkam

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