MotoGP

Moto3, GP Argentina 2017: gli italiani alla ricerca del riscatto. Nicolò Bulega ed Enea Bastianini chiamati ad una pronta reazione

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Il primo appuntamento del Mondiale Moto3 2017, svoltosi in Qatar, non è stato soddisfacente per i colori italiani. Quattro rappresentanti nella top ten potrebbe far suonare strano quanto affermato sopra, ma la realtà è che, viste le premesse con cui ci si è avvicinati alla stagione corrente, non riuscire a piazzare nessun pilota almeno sul podio, in lotta concreta per la vittoria quando i giochi si sono fatti “caldi”, lascia un forte senso di delusione e disappunto, perché sulla carta il potenziale potrebbe permettere di fare decisamente meglio.

In realtà, coloro i quali sono arrivati ai piedi del podio (dal 5° all’8° posto, per la precisione) hanno quasi tutti motivi per essere minimamente soddisfatti: il primo di loro, Romano Fenati, era reduce da un periodo di assenza forzata dalle corse, e dunque doveva togliersi della ruggine da dosso; Andrea Migno, sesto, ha fatto gara di testa senza errori come raramente gli era capitato in carriera; Niccolò Antonelli forse è quello che può sorridere di meno, perché guidando la moto campione del mondo 2016 con Brad Binder, restare sempre lontano dalle primissime posizioni non è un quadro esaltante; infine Fabio Di Giannantonio, 8° e soddisfatto del piazzamento al termine di un pre-stagione difficile, dove ha girato poco a causa di un infortunio patito in Febbraio, durante una sessione di test privati a Jerez.

Chi è chiamato ad un pronto riscatto sono Nicolò Bulega ed Enea Bastianini, parsi troppo brutti per essere veri nel round di apertura nel paese arabo: il primo ha chiuso 14°, il secondo appena fuori dalla zona punti, non troppo distante dal suo connazionale. I due sono probabilmente le punte di diamante della pattuglia italiana nella categoria, e per tale motivo, se vogliono realmente lottare per il campionato, necessitano di cambiare registro al più presto possibile, essendosi di fatto già giocati un “jolly” con la gara in Qatar, in cui hanno pagato dazio pesantemente rispetto ai rivali più accreditati nella lotta al titolo. 

Sempre difficile valutare le concrete prospettive delle gare della Moto3, solitamente di gruppo ed in cui non è inusuale trovare all’interno di esso nomi imprevedibili alla vigilia. Se guardiamo al mero dato statistico, Fenati ha già ampiamente dimostrato di poter andare forte sul tracciato argentino di Termas de Rio Hondo, vincendo nel 2014. Ciò che conta, a prescindere dal nome del singolo protagonista italiano, è che i nostri piloti riescano a fare un salto di qualità in termini di continuità, che resta la lacuna più grave palesata dai succitati centauri nel corso delle ultime stagioni. La velocità pura non manca, ma come sappiamo non basta quest’ultima componente per essere un serio candidato in ottica titolo.

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Foto: Profilo Twitter ufficiale Sky Racing Team VR46

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