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Volley femminile, transgender in campo. Il Coni risponde alla Lega: “Conformi alle delibere della Fipav”. Chiesti esami a Tifanny

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L’altro giorno la Lega Italiana di volley femminile aveva chiesto delle documentazioni specifiche in merito alla possibilità di tesserare degli atleti transgender dopo il caso di Tifanny Pereira de Abreu. Ieri aveva risposto la Fipav citando le direttive del CIO, oggi è arrivato anche l’intervento del Coni come comunicato dalla stessa Lega.

 

In una lettera inviata da Malagò al presidente di Lega Mauro Fabris si legge infatti che “il Coni ha preso in esame la problematica relativa al tesseramento degli atleti transgender attraverso il proprio Istituto di Medicina e Scienza dello Sport e si conforma alle deliberazioni assunte in materia dalla Federazione Italiana Pallavolo”. 

Ringrazio vivamente il presidente del Coni Giovanni Malagò per la pronta risposta a quanto richiesto con il Documento approvato all’unanimità dalle nostre Società, riunite in Assemblea il 14 marzo a Milano, relativamente al buco normativo nazionale in materia di tesseramento di atleti transgender – risponde oggi Mauro Fabris –. Ora attendiamo solo di conoscere l’esito dei controlli medici previsti dalle normative applicabili, controlli che la FIVB ha dichiarato di non aver eseguito quando ha autorizzato il transfer in Italia della atleta all’origine della legittima e motivata richiesta dei nostri Club, in quanto non di sua competenza per competizioni nazionali. Controlli, insomma, che non sono mai stati operati e/o confermati dalle competenti autorità medico sportive. Ripeto in questa occasione, per estrema chiarezza, alla nostra massima autorità sportiva, che discende solo da tale mancanza di controlli, generata a sua volta dall’assenza di regole nazionali, la richiesta di intervento che abbiamo rivolto al CONI e alla FIPAV”.

 

La normativa di cui si parla è quella che ieri la Fipav ha comunicato tramite questa nota, citando il regolamento del CIO: “Dopo aver effettuato un consulto medico-scientifico con l’Istituto di Scienza dello Sport del CONI riguardante la possibilità di regolamentare, in ambito sportivo, la materia degli atleti transgender la Federazione Italiana Pallavolo conferma che la normativa di riferimento rimane in senso assoluto quella emanata dal CIO.
Il documento in questione è il “Sex Reassignment and Hyperandrogenism”, datato novembre 2015, e contenente raccomandazioni che hanno riempito un vuoto normativo, allineando il sistema sportivo alle più moderne norme giuridiche che definiscono l’identità di genere.
Più specificatamente si sottolinea che oggi l’unico indicatore medico-scientifico che può dire se un atleta può giocare in una categoria maschile o in quella femminile è il livello di testosterone.
Tale livello, per poter essere considerati atleta donna non dovrà eccedere per un anno intero i dieci nanogrammi per litro e dovrà essere raggiunto un anno prima dell’evento sportivo al quale si intende partecipare.
Il rispetto di tale condizione può essere monitorato da appositi test ed in caso di non conformità l’atleta dovrà essere sospesa dalle competizioni per la durata di dodici mesi.
L’unica autorità competente alla ricezione e alla valutazione dei dati medico-scientifici relativi ai monitoraggi è il Medico Federale”.

 

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