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Pallanuoto femminile, Izabella Chiappini: “L’Italia è già la mia seconda casa, il clima siciliano è come quello brasiliano! Voglio giocare e vincere tutto in azzurro”

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ESCLUSIVA OA SPORT – Izabella Maizza Chiappini è uno di quei nuovi profili della pallanuoto italiana che stanno facendo sognare un presente e un futuro ancor più roseo per la nostra Nazionale, già argento a Rio de Janeiro. La ventunenne nata nella metropoli brasiliana di San Paolo ha chiare e non lontane radici italiche da parte di padre, possiede già il passaporto italiano ed è costantemente convocata dal CT Fabio Conti in occasione dei raduni collegiali del Setterosa. Insomma, il suo esordio in Azzurro pare solo una questione di tempo… Intanto, la brava, bella e simpatica Izabella, in forza alla Waterpolo Messina, continua a giocar bene e segnare con una regolarità disarmante nel Campionato di A1: con i suoi 38 gol, è attualmente seconda alla sola canadese Monika Eggens (Orizzonte Catania, un centro in più) nella speciale graduatoria delle realizzazioni. Abbiamo virtualmente raggiunto in Sicilia l’italo-brasiliana per farci una piacevole chiacchierata sulla sua nuova “casa”, sulle sue ambizioni, su passato, presente e futuro, sportivo e non. Insomma, ci ha raccontato un po’ di tutto… Andiamo a conoscere meglio Izabella Chiappini, allora: buon viaggio!

Ciao Izabella. Sabato scorso hai realizzato quattro gol nel derby contro l’Orizzonte Catania, ma la tua squadra è stata comunque superata di misura. Le tue impressioni personali sul match e sulla tua prestazione.

“Abbiamo preso troppi gol che non dovevamo prendere, soprattutto in superiorità numerica; in una partita così, dovevamo essere più attente in difesa… La mia prestazione non mi è piaciuta molto, potevo fare qualcosa in più, perché sempre si può; forse qualche tiro in più, principalmente quando siamo state ad un gol da loro, ma purtroppo non ci sono riuscita…”.

Sei attualmente la vice-capocannoniera del nostro Campionato. Non male per una ventunenne al suo primo anno in Italia… Qual è il “segreto” di questo successo?

“Non credo ci sia un ‘segreto’, bensì so che mi dedico a tempo pieno a questo sport dal 2009; anche se in Brasile non è così organizzato e di livello come in Europa, ho giocato e mi sono allenata tantissimo in questi anni, soprattutto nei fondamentali. Non avendo grandi doti fisiche, abbiamo puntato forte su velocità e tecnica: volevo andare lontano fin da molto giovane, infatti sono arrivata in prima squadra sia nel club che in Nazionale. Ma la competitività interna non era granché…”.

Come ti trovi nel nostro Paese e a Messina in particolare? Raccontaci il tuo rapporto con le compagne di squadra e la Sicilia, una delle più belle regioni d’Italia.

“Mi sento troppo bene in Italia e a Messina, in particolare! Qui è già la mia seconda casa… Con le ragazze e con tutto lo staff mi trovo benissimo, sono tutte molto carine, mi hanno ricevuto a braccia aperte, abbiamo avuto da subito un ottimo rapporto. La Sicilia è meravigliosa, non ho trovato fatica ad abituarmi anche perché il clima qui è simile a quello brasiliano di San Paolo…”.

Quali sono, secondo te, le principali differenze tra la il mondo pallanuotistico statunitense (a livello di club) e brasiliano (Nazionale) rispetto a quello italiano?

“La pallanuoto statunitense, a livello universitario, è molto competitiva perché la struttura dei College e il numero delle praticanti non ci sono in nessuna parte del mondo. Così, quando ‘costruiscono’ la Nazionale, il gruppo risulta sempre di altissima qualità. Si allenano come da nessun’altra parte, in maniera molto molto intensa… In Brasile, invece, abbiamo poche tesserate, poca tradizione e pochi soldi investiti nella pallanuoto, neanche la nostra posizione geografica è favorevole; eppure, nonostante tutte queste difficoltà, penso che abbiamo fin qui fatto anche troppo, come gruppo è più difficile de fare qualcosa in più di quello che abbiamo fatto fino adesso… Penso che le mie caratteristiche tecniche si adattino perfettamente al gioco italiano perché è molto veloce, tattico e di gruppo”.

Domanda a bruciapelo: Messina può vincere lo Scudetto 2017?

“Si può vincere, sì! Penso anche che sarà difficile battere la favorita Padova, perché sono un gruppo molto unito ed affiatato, ma niente è impossibile… Tuttavia, dovremmo arrivare prima in finale e la strada è lunga, difficile…”.

A che punto è il tuo processo di naturalizzazione? Lo sai che l’Italia pallanuotistica ti aspetta a braccia aperte…?!

“Io ho già il passaporto italiano, ma devo giocare un anno qui come straniera. Per la prossima stagione, avrò il diritto di giocare in Campionato come italiana. Il mio sogno è quello di giocare per la Nazionale italiana e di fare grandi cose con le mie compagne; per questo ho lasciato l’Arizona State University e la famiglia… So che c’è ancora molta strada per arrivare a traguardi simili, ma queste sfide mi rendono più forte! Se mi aspetteranno a braccia aperte non lo so ancora, ma se fosse vero, sarebbe una grande motivazione in più e la conferma che la mia scelta di vita non è stata sbagliata. Speriamo!”.

I prossimi sogni di Izabella Chiappini sono soprattutto tinti d’azzurro, allora…

“Ora come ora, voglio vincere con il Messina e poi giocare con la Nazionale italiana, se lo merito. Per provare a conquistare tutto il possibile con il Setterosa: Europei, Mondiali e Olimpiadi. Ho un altro obiettivo a breve-medio termine, fuori dalla vasca, a dire il vero: diventare brava a parlare e scrivere in italiano in modo da riprendere gli studi universitari”.

Le più forti compagne di squadra con cui hai giocato fin qui in carriera.

“Federica Radicchi e Rosaria Aiello”.

Le più forti avversarie contro cui hai giocato.

“Senza dubbi Maggie Steffens, che è anche il mio idolo…”.

giuseppe.urbano@oasport.it

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Foto: archivio privato Izabella Chiappini (credit Vincenzo Nicita Mauro)

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