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Baseball: lascia la panchina della Nazionale italiana il tecnico Marco Mazzieri

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Dopo l’amara sconfitta nel World Baseball Classic 2017 contro il Venezuela, confermatosi bestia nera dell’Italia (5 sconfitte negli incontri disputati nella storia della competizione italiana) che ha eliminato la compagine tricolore nello spareggio della prima fase della rassegna iridata , l’allenatore Marco Mazzieri ha confermato la propria decisione di lasciare dopo 10 lunghe stagioni la panchina della Nazionale italiana. Un periodo nel quale non sono mancate le grosse soddisfazioni: due vittorie agli Europei 2010-2012, bronzo nella Coppa Intercontinentale di Taiwan nel 2010, ma anche al secondo turno al World Classic 2013 e a storiche vittorie contro gli Stati Uniti o contro i campioni della Mlb, i Chicago Cubs.

In questi giorni – riferisce Mazzieri su Gazzetta.it – ho avuto tanti messaggi piacevoli, che mi invitavano a rimanere alla guida dell’Italia. La verità è che io, a prescindere dal risultato delle elezioni (della FIBS) di novembre io avevo già deciso di smettere, il giorno dopo la conclusione del Classic. E così è stato. Tutto quello che viene detto, e che non è giusto, riguardo al fatto che i miei rapporti con il nuovo Presidente non siano quelli che dovrebbero essere, è un falso. I miei rapporti con Andrea Marcon sono ottimi e lo ringrazio per averci sostenuto in ogni cosa durante il Mondiale – precisa il coach azzurro che aggiunge –  Ho cercato di dare a questa squadra una dignità, una professionalità, grazie anche ad uno staff che ha dimostrato una grandissima professionalità in questi 10 anni. Questo è il risultato importante, al di là delle vittorie o delle sconfitte, abbiamo fatto quello che era nelle nostre possibilità e ora è giusto lasciare il passo a chi verrà dopo, noi siamo comunque contenti di quello che abbiamo fatto”.

Sul World Classic 2017, l’allenatore azzurro ammette: Abbiamo provato sensazioni forti da tutti i punti di vista, sia in positivo che in negativo. Quando arrivi a tre out dalla fine della partita che conta per il passaggio al secondo turno del Classic e giochi con il Venezuela una partita magistrale, con episodi che potevamo gestire meglio, altri nei quali siamo stati meno fortunati. Io dico sempre che i livelli non esistono per caso. Miguel Cabrera fuoricampo non lo ha fatto solo a noi, son 15 anni che li fa alle squadre di Major League che ha affrontato, a cominciare da quando aveva venti anni con la maglia dei Marlins alle World Series. La partita di spareggio  l’avevamo disegnata esattamente nel modo in cui si è sviluppata… l’ottavo doveva essere di Tiago (Da Silva) e il nono di DeMark, perché così hanno giocato insieme nella lega invernare in Venezuela… purtroppo non siamo riusciti a eseguire i lanci che volevamo e la classe dei giocatori avversari ha fatto la differenza. Dispiace tanto per tutto l’impegno dei ragazzi, di tutto lo staff, di tutti quelli che hanno gravitato attorno a questo gruppo di persone incredibile. Potevamo evitare anche questo spareggio e andare a San Diego con la vittoria nella prima gara con il Venezuela. Il lanciatore Francisco Rodriguez non doveva trovarsi lì, a raccogliere l’assistenza dell’esterno per eliminare a casa Butera. Peccato, accettiamo il risultato ma credo che tutti dovrebbero essere orgogliosi di questi ragazzi, che hanno lottato fino alla morte”.

Un impegno testimoniato anche dalle dichiarazioni dei vincitori venezuelani a detta del tecnico toscano: Manifestando tutto il rispetto dovuto ad avversari di tale valore e la complicità, quasi fraterna, di chi sa cosa significhi, perché lo prova sulla propria pelle, competere a questi livelli”.

giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

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Foto da profilo facebook Marco Mazzieri

1 Commento

  1. Luca46

    16 Marzo 2017 at 22:46

    Mi spiace che lasci. Non sono un esperto di baseball ma mi sembra abbia messo in campo sempre ottime nazionali.

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