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Rugby, Sei Nazioni 2017: orgoglio e determinazione le basi da cui ripartire per gli azzurri, ma senza disciplina si rischia di vanificare tutto

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Primo tempo chiuso in vantaggio grazie alla meta realizzata da Gori, 30 punti incassati nella ripresa: è questo il bilancio a due facce dell’esordio dell’Italrugby nel Sei Nazioni 2017, apertosi con una disfatta al cospetto del Galles per 33-7. Davvero impressionante, dunque, la differenza tra le due frazioni di gioco, probabilmente anche dettata da una tenuta mentale che gli azzurri non sono stati in grado di tenere nel corso degli 80 minuti gioco. I Dragoni hanno infatti continuato ad imbastire le proprie trame offensive caratterizzate da un possesso sicuro dell’ovale e da una raffinata selezione al piede, mentre i nostri giocatori non sono più riusciti ad arginare concretamente le folate avversarie rischiando di concedere pure il bonus agli scatenati rivali.

C’è da dire, tuttavia, che il manto erboso pesante a causa della pioggia abbattutasi copiosa sullo Stadio Olimpico ha verosimilmente contribuito a rendere meno evidente il gap tecnico tra le due formazioni nei primi 40′, togliendo un pochino di efficacia alle sicurezze gallesi beffate alla prima occasione dalla sontuosa incursione di Gori. Un discorso da affrontare subito in sede di analisi dell’incontro per Conor O’Shea è poi quello dell’indisciplina, se si considera che gli uomini di Warren Gatland hanno comunque ottenuto punti facili durante la prima ora complici i numerosi calci di punizione concessi dagli azzurri. Halfpenny è stato a dir poco impeccabile se si eccettua un’imprecisione all’inizio, non si può tuttavia non rimarcare un dato statistico incredibile: 17 fischi in favore del Galles contro gli appena tre calci di punizione concessi all’Italia. Un dato che deve assolutamente far riflettere in vista delle prossime uscite, altrimenti si rischiano di subire vere e proprie imbarcate per una squadra che fa già tanta fatica a mettere punti in cascina.

Altro elemento positivo nella frazione inaugurale era quello riferito ai placcaggi messi a segno, uno dei nostri punti deboli da sempre, rivelatosi ieri abbastanza efficiente a testimonianza che l’approccio e l’attitudine alla gara erano conformi alla filosofia dettata da O’Shea. “Nel primo tempo abbiamo avuto una difesa brillante e molte opportunità per marcare punti, ma è chiaro che il problema è stata la ripresa: abbiamo faticato concedendo troppe punizioni. Non siamo quasi mai usciti dai nostri ventidue metri. Ci sono però aspetti positivi da valorizzare. Sappiamo che c’è una lunga strada da percorrere, ma i giocatori sono disposti a farlo” – ha sottolineato il tecnico irlandese ai microfoni di DMAX.

Il prossimo impegno che attende la Nazionale italiana è altrettanto complicato: sabato prossimo arriverà infatti allo Stadio Olimpico la corazzata dell‘Irlanda, resa ancora più bellicosa dall’inaspettata disfatta subita al debutto contro la Scozia. Tralasciando però gli avversari, ai nostri portacolori si chiede semplicemente di proseguire nel percorso di crescita e progressi che sta alla base di tutte le future soddisfazioni. 

simone.brugnoli@oasport.it

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Foto: Profilo Twitter FIR

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