Doping

Olimpiadi, doping: la Russia già privata di diciotto medaglie tra Pechino 2008 e Londra 2012. Le statistiche dei “retest”

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Mentre il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) continuano a portare avanti le ondate di controlli a posteriori sui campioni delle passate edizioni dei Giochi Olimpici, i cosiddetti “retest”, è arrivato il momento di tracciare un primo bilancio dei casi doping che hanno coinvolto Pechino 2008 e Londra 2012.

Ad oggi, la Russia si conferma come leader nella poco lusinghiera classifica delle medaglie ritirate per positività all’antidoping: gli atleti russi hanno infatti già perso diciotto medaglie rispetto a quelli che erano stati i medaglieri stilati immediatamente dopo la fine delle competizioni. Entrando nel dettaglio, si tratta di otto medaglie di Pechino 2008 (un oro, quattro argenti e tre bronzi) e di dieci medaglie di Londra 2012 (tre ori, cinque argenti e due bronzi). In attesa di possibili ed ulteriori sviluppi, la Russia conserva comunque la terza e la quarta posizione complessiva nei rispettivi medaglieri.

Nella classifica dei Paesi viziosi segue il Kazakistan, che nel complesso si è visto strappare nove medaglie di cui cinque d’oro, perdendo quattro dei sette titoli che aveva conquistato a Londra 2012, e scivolando così dalla dodicesima alla ventiquattresima posizione del medagliere. Seguono poi la Bielorussia, che perde otto medaglie, e l’Ucraina, con sei.

Seguono poi una serie di Paesi che si attestano sugli uno-due casi, tra i quali figura anche l’Italia per via della medaglia persa da Davide Rebellin più di un anno dopo i Giochi di Pechino 2008. Diverse, invece, le delegazioni che hanno ottenuto un leggero incremento di medaglie grazie alle altrui squalifiche: tra queste comanda la Francia, con tre medaglie recuperate, anche se tutte di bronzo: da notare che, proprio grazie agli ultimi sviluppi, i Bleus hanno ottenuto una 42ma medaglia a Pechino 2008, quella del lottatore Yannick Szczepaniak, eguagliando con otto anni di ritardo il record di podi di Rio 2016.

giulio.chinappi@oasport.it

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