Judo: 2016, l’anno della rinascita azzurra verso un quadriennio di successi


Che il judo italiano fosse destinato a tornare grande lo si poteva prevedere, quanto meno alla luce dei tanti giovani talenti emersi negli ultimi anni. Il 2016, però, è andato anche oltre le aspettative, visto che l’Italia si è trovata improvvisamente proiettata di nuovo tra le grandi protagoniste internazionali di questo sport dopo tre anni fatti più di ombre che di luci. Dal bronzo conquistato da Rosalba Forciniti a Londra 2012, infatti, il tricolore non aveva più sventolato su nessun podio delle grandi competizioni internazionali, fino a questo incredibile 2016.

Proprio in occasione dell’anno olimpico, quella nuova generazione che inizialmente sembrava destinata a dover raccogliere il testimone dopo Rio 2016, ha avuto la sua consacrazione improvvisa, almeno con alcuni dei suoi elementi. Che l’aria fosse in procinto di cambiare lo si è capito ad inizio anno, con alcuni risultati incoraggianti, ma soprattutto ai Campionati Europei del mese di aprile, quando il lungo digiuno di medaglie internazionali è stato interrotto nel medesimo giorno da due medaglie di bronzo firmate Elios Manzi (60 kg) e Fabio Basile (66 kg).

Questi due podi, che già da soli avrebbero rappresentato un’ottima prestazione visti i risultati delle ultime stagioni, si sono trasformati in realtà nel primo capitolo di una favola che avrebbe portato sia Manzi che Basile a Rio, capovolgendo una situazione che a pochi mesi dalla fine del periodo qualificativo li vedeva ben lontani dal poter raggiungere l’obiettivo. Una vicenda che, seppur con modalità diverse, somiglia a quello di Matteo Marconcini, judoka più esperto, ma anche lui apparentemente destinato a vedere le Olimpiadi dalla televisione fino all’esplosione negli ultimi tornei disponibili.

Si arriva così alla spedizione a cinque cerchi, dove una medaglia sarebbe stata accolta con grande soddisfazione: ma l’appetito vien mangiando, e allora Fabio Basile ha ben pensato di ribaltare tutti i pronostici laureandosi campione olimpico dei 66 kg con un ippon sul numero uno mondiale e campione iridato in carica, il sudcoreano An Ba-Ul. Impresa che sfiorerà anche Odette Giuffrida, splendida medagliata d’argento nella categoria 52 kg, fermata solamente dalla kosovara Majlinda Kelmendi, che aveva dalla sua la forza della storia e della prima medaglia di sempre del suo Paese nella storia delle Olimpiadi. A contorno, due giorni dopo, arriverà anche il quinto posto dolce-amaro di Marconcini: medaglia sfiorata, ma grande risultato per un judoka che ha acciuffato il pass all’ultimo istante.

Il 2016 del judo azzurro si chiude dunque con un bilancio assolutamente positivo e con tanta fiducia per gli anni che verranno: l’anagrafe parla infatti di due medagliati olimpici classe 1994 e di un medagliato europeo classe 1996, ai quali si aggiungono tanti altri nomi che avranno la possibilità di mettersi in luce a partire dal prossimo anno. I successi giovanili, del resto, non possono essere un caso: pensiamo, tra gli altri, ad Antonio Esposito, che per il terzo anno consecutivo ha disputato la finale dei Campionati Europei Under 23.

Il 2016, infine, è stato anche l’anno di alcuni saluti: mancata la qualificazione olimpica, Antonio Ciano ed Elio Verde hanno dato l’addio alle competizioni internazionali, così come ha oramai abbandonato l’agonismo da diverso tempo Giulia Quintavalle, che di fatto ha rinunciato quando si è resa conto di non poter puntare ad una nuova edizione dei Giochi. Staremo a vedere cosa faranno gli altri veterani della nazionale: probabilmente qualcuno lo ritroveremo sul tatami nel 2017.

giulio.chinappi@oasport.it

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Immagine: IJF

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