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Scherma, Olimpiadi Rio 2016: la sciabola femminile affare per tre. Alle azzurre serve un’impresa

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La sciabola femminile vede ormai da anni un dominio di tre atlete sul resto del mondo: la russa Sofya Velikaya, l’ucraina Olga Kharlan e la statunitense Mariel Zagunis. Anche oggi alle Olimpiadi di Rio 2016 la situazione non dovrebbe assolutamente cambiare con questo trio pronto a monopolizzare il podio. La cosa incredibile è quella che solo l’americana è riuscita a festeggiare un oro olimpico individuale con Kharlan e Velikaya che per ora non sono ancora salite sul gradino più alto del podio ai Giochi, anche se la prima lo ha fatto a squadre.

E’ davvero difficile ipotizzare che il nome della nuova campionessa olimpica possa non uscire da questo terzetto. La sensazione addirittura è quella che tutte e tre alla fine metteranno una medaglia al collo. La finale sulla carta dovrebbe mettere di fronte Sofya Velikaya ad Olga Kharlan, ma in queste Olimpiadi nelle prime due gare abbiamo già visto come molti dei super favoriti non hanno saputo reggere la pressione e sono usciti già nei primi turni.

Il tabellone permette ad una tripletta sul podio delle prime tre del ranking mondiale, ma possibili outsider sono le francesi Cecilia Berder (ipotetico quarto di finale con Velikaya) e Manon Brunet, l’ungherese Anna Marton, la cinese Shen Chen e la campionessa in carica la coreana Kim Jiyeon (possibile quarto contro Kharlan). Questo gruppo parte un gradino sotto le tre super favorite, ma ognuna di loro è pronta a sfruttare anche il più piccolo spiraglio verso la medaglia olimpica.

La sciabola femminile era l’arma sulla quale l’Italia probabilmente riponeva le minori speranze di salire sul podio con Irene Vecchi e Rossella Gregorio considerate possibili sorprese, ma costrette a fare la gara della vita per raggiungere il podio. Purtroppo anche la sfortuna ci si è messa di mezzo ed il tabellone di entrambe può considerarsi infernale con un turno dei sedicesimi già difficile e poi un eventuale ottavo rispettivamente contro Sofya Velikaya e Olga Kharlan. Forse è andata meglio a Loreta Gulotta, ma lei eventualmente agli ottavi avrebbe la coreana Kim, che sa come si vince una medaglia d’oro olimpica. Ci vuole dunque un’impresa per regalare il terzo podio consecutivo all’Italia in questo straordinario inizio di Olimpiade.

 

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Foto da: Augusto Bizzi/Federscherma

andrea.ziglio@oasport.it

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