La rivincita di Elia nel giorno più importante. L’apogeo di un campione

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Elia Viviani campione olimpico. Un appellativo agognato, sospirato, costruito per anni e, infine, conquistato con ampio merito. Il trionfo di un grande corridore forgiato dai duri colpi della vita ed infine capace di spazzare via tutto in un colpo solo quando contava davvero, cospargendosi d’oro.

Il veronese da oltre un lustro inseguiva la consacrazione a cinque cerchi. Già a Londra 2012, a soli 23 anni, si presentò nella ristretta schiera dei favoriti nell’omnium. Si ritrovò in testa ad una gara dal termine, salvo precipitare al sesto posto dopo il chilometro da fermo conclusivo.

Una botta durissima che, tuttavia, ha cementato l’animo del guerriero azzurro, gettando le basi per la missione Rio de Janeiro. 

Nel corso del quadriennio Elia ha compiuto passi da gigante nelle prove contro il tempo. Già competitivo nell’eliminazione e nello scratch, è progredito anche nell’inseguimento, nel giro lanciato e nel chilometro da fermo, diventando in sostanza il corridore più completo in circolazione nell’omnium. Paradossalmente, l’amata corsa a punti, nella quale aveva racimolato successi a grappoli nelle categorie giovanili, di recente era diventata un problema. Il veronese si ritrovava spesso tatticamente solo contro tutti, vanificando sovente l’ampio vantaggio accumulato nelle prove precedenti. E’ quanto era accaduto ai Mondiali di Londra di qualche mese fa, quando Viviani chiuse quarto dopo aver monopolizzato la competizione fino all’ultimo sprint…

I legni e le delusioni trascorsi fanno ormai parte dei ricordi. L’azzurro è stato perfetto nei due giorni più importanti della sua carriera. Dopo il margine accumulato sui rivali, ha gestito la corsa a punti con sagacia ed intelligenza, tenendo a bada gli avversari più pericolosi e piazzando le volate decisive con cinismo e tempestività.

Viviani rappresenta il simbolo di un ciclismo italiano che, finalmente, sta tornando a credere nella pista, settore propedeutico ed imprescindibile per eccellere anche su strada (lo stesso neo-campione olimpico ha vinto diverse corse importanti, tra cui una tappa al Giro d’Italia). Nel solco del suo esempio stanno sbocciando fenomeni del calibro di Filippo Ganna e Simone Consonni di cui sentiremo parlare a lungo.

Da meraviglioso eroe sconfitto, Elia ha varcato le soglie dell’immortalità sportiva. L’apogeo di un corridore umile e talentuoso, diventato finalmente grande.

federico.militello@oasport.it

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